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Scritto da | marzo 15th, 2012

Aborto post-natale: abortiresti un figlio già nato?

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È legittimo abortire anche dopo che il bambino è nato? È legittimo un aborto post-natale?

È legittimo. Lo sostengono due studiosi italiani in un articolo pubblicato a febbraio sul Journal of Medical Ethics. Secondo Alberto Giubilini e Francesca Minerva, non c’è differenza tra un neonato e un embrione; uccidere un neonato (l’aborto post-natale) dovrebbe essere consentito così come è consentito abortire durante la gravidanza.

Aborto post-natale: abortiresti un figlio già nato?

Abortiresti un figlio già nato?

Sostengono Giubilini e Minerva, sono diverse le cause che possono portare alcune donne a decidere di abortire: ad esempio, la consapevolezza che il proprio figlio nascerà con una grave malattia o di non essere in grado di prendersi cura di lui, anche se sano, o di non riuscire a sostenerne il peso economico. Perché allora non estendere l’eventualità dell’aborto anche al dopo nascita, consentendo quindi un aborto post-natale?

Ci sono patologie che, per svariati motivi, vengono diagnosticate soltanto a nascita avvenuta o che sono causate dal fatto che qualcosa è andato storto durante il parto: perché non permettere l’aborto anche in questi casi e dare ai genitori la possibilità di scegliere se tenere oppure no il bambino?

La premessa delle riflessioni di Giubilini e Minerva, e il motivo per cui preferiscono parlare di aborto post-natale e non di infanticidio, è che il neonato, come l’embrione e il feto, non può essere considerato una persona. Un neonato non è in grado di fare progetti né di attribuire un qualche valore alla sua esistenza – in questo senso un neonato non è una persona – e non ha dunque diritto a vivere.

A me sembra che l’articolo di Giubilini e Minerva ci catapulti indietro nel tempo, più o meno nel 450 a.C., quando la IV delle leggi delle XII tavole stabiliva:

Cito necatus insignis ad deformitatem puer esto

Un bambino chiaramente deformato deve essere condannato a morte.

Tralasciando considerazioni etiche, cosa accadrebbe se le riflessioni di Giubilini e Minerva venissero applicate, ad esempio, a chi ha perso la percezione di sé e la capacità di pianificare perché affetto dalla malattia di Alzheimer? La risposta ce la dà Richard Matheson che, nel 1954, immaginava un futuro in cui, per continuare a vivere, i vecchi avrebbero dovuto sostenere un esame sulle abilità di memoria, di calcolo, fisiche; dice Matheson, chi non dimostra di essere ancora efficiente e capace passa al Centro governativo per l’iniezione letale. Chi non dimostra di essere ancora una persona è ucciso. L’esame era però soltanto un racconto di fantascienza.

 

Per approfondire

Giubilini A., Minerva F. (2012). After-birth abortion: why should the baby live? Journal of Medical Ethics.

 

Photo credit: ZoiDivision

 

Rosalia Giammetta, psicologa e psicoterapeuta, si occupa di adulti e adolescenti, a Roma. In particolare, è specialista in disturbi d’ansia e depressione e nella prevenzione dei comportamenti a rischio. Ha condotto numerose attività di formazione e ha pubblicato il volume L’adolescenza come risorsa. Per saperne di più, visita la sua pagina personale e leggi gli altri articoli .

Per consulenze psicologiche, psicoterapia, scrittura di progetti, seminari o altre richieste, puoi scriverle una mail su rosaliagiammetta@quipsicologia.it oppure telefonarle al 349.8195168 e prendere un appuntamento.

 


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