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Scritto da | ottobre 29th, 2014

Che ansia quest’ansia!

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Ho l'ansiaL’ansia è un’emozione che ci mette a dura prova. Quando siamo molto ansiosi non siamo in grado di raccogliere le informazioni che provengono dall’esterno, pensare ai problemi con chiarezza e lucidità, esplorare le possibili risposte che possiamo fornire in una determinata situazione, offrire agli altri dei feedback adeguati, ma anche trovare soluzioni creative che prendono in considerazione le esigenze di tutti. In sintesi, quando siamo ansiosi, non siamo presenti né a noi stessi, né tantomeno agli altri.

A volte l’ansia prende la forma della paura o dell’angoscia (per esempio la paura di morire o di restare soli); altre volte sentiamo che qualcosa di intenso e di terribile ci assale e ci lascia attoniti. Ma può anche accadere che l’ansia si presenta come puro stato di allerta e di tensione, senza che ci sia una specifica causa che la provochi.

L’ansia ci parla di noi

L’ansia, anche quando si manifesta in maniera negativa e violenta, nasconde certamente qualcosa. Ci scuote per segnalarci qualcosa che profondamente riguarda la nostra vita.

Ansia quindi come scappatoia per non vivere pienamente il presente: ci porta ossessivamente nel replay del passato con i suoi rimpianti e i suoi rimorsi, ma allo stesso tempo ci proietta nelle preoccupazioni rivolte al futuro e quindi in uno stato di allerta costate. Una scappatoia che ci fa perdere di vista le nostre risorse e la nostra capacità di amare, la creatività, la gioia e tante altre parti autentiche di noi stessi. Ci inganna nel credere di essere piccoli, insignificanti, incapaci, meno importanti di quello che realmente siamo. L’ansia infatti interferisce con l’autostima, il rispetto di sé e il senso di esistere, fondamenti questi su cui poggia tutto il nostro essere.

I sintomi dell’ansia

L’ansia spesso arriva senza un vero motivo scatenante. Non fa differenza se la consideriamo come un prodotto dei nostri geni o legata a circuiti difettosi del cervello o la causa di un trauma infantile o ancora legata semplicemente ad un momento di grande stress o provocata da eventi accaduti nel mondo.

Qualunque sia il nostro punto di vista sulle possibili cause dell’ansia, una cosa è certa: l’ansia ha un effetto dirompente su di noi. Può impedire la nostra capacità di pensare. Può condizionare la nostra mente e non farci sentire che ci sia alcuna possibilità di aggrapparsi a un pensiero positivo per più di cinque secondi. L’ansia infatti, può influenzare il nostro corpo in modo tale da sentirci completamente bloccati e incapaci di una minima risposta (vedi attacchi di panico). Si ha la sensazione che stia accadendo qualcosa di più grande e di più forte di noi, che ci trascende e che ci domina, senza che noi possiamo fare alcunché.

Quando arriva il panico

L’ansia a volte giunge sotto forma di un attacco improvviso e apparentemente inspiegabile, come nell’attacco di panico. In questi casi l’ansia diventa davvero dilagante: si trema, si iperventila (eccesso di respirazione), si sente un senso di nausea, vomito, vertigini, si suda, ci si sente inquieti, nervosi, tesi, irritabili, agitati. Si può avere difficoltà a deglutire e la sensazione di un costante groppo in gola. Si può respirare molto rapidamente o al contrario si può trattenere il respiro come se si fosse in apnea. E ancora, ci si può sentire insensibili, deboli, esausti, staccati dal corpo, e, allo stesso tempo, fastidiosamente bloccati in esso. A qualcuno, non capendo cosa gli stia accadendo, capita anche di chiedere aiuto e di chiamare il 118 convinto di avere un attacco di cuore o di star impazzendo.

ansiaL’identificazione con l’ansia

Quello che maggiormente danneggia, non è comunque il modo con cui l’ansia si manifesta attraverso il corpo, che si tratti di un’agitazione moderata o un vero e proprio attacco di panico.

Ciò che davvero ingabbia è quando si scambia l’ansia per noi stessi, ovvero quando siamo totalmente identificati con essa. E quindi ci percepiamo erroneamente come persone deboli, incapaci, indegne, piuttosto che come persone forti, capaci e ricche di potenzialità. Per esempio nella psicoterapia psicosintetica, quella che io pratico, si insegna alla persona a disidentificarsi da questi stati d’animo. Con il tempo, la persona sarà in grado di gestire le sensazioni fisiche più angoscianti quando comprende ciò che gli sta accadendo, quando si rende conto che ciò che sta avvenendo è si terribile, ma non veramente pericoloso per la propria esistenza, perché non morirà; si tratta comunque di uno stato passeggero che presto o tardi passerà.

La psicoterapia aiuta

L’ansia nasconde una grande energia vitale che vuole emergere, vuoi perché non ci si accorge che una parte importante di noi (creativa, giocosa, vitale, autoaffermativa, etc.) non sta vivendo, vuoi perché la vita che stiamo conducendo non si accorda con la nostra vera natura, vuoi perché c’è nella nostra vita qualche nodo rimasto sospeso (amicizia, famiglia, lavoro) e quindi c’è necessità di chiarire, di esprimere o magari anche di chiudere.

Per comprendere tutto questo, una psicoterapia può essere di notevole sostegno. Lo psicoterapeuta aiuta la persona a comprendere il senso nascosto nell’ansia nella propria vita. Cosa nasconde? Qual’è il suo vero significato? Solo questa comprensione può aprire le porte al cambiamento e ad una più libera espressione di se stessi.

Per approfondire:

Ansia: quali vantaggi psicologici presenta?

Attacchi di panico (DAP)

Perchè la paura della paura?

Paura del nuovo?

Hai anche tu paura di cambiare?

 

Cristiana Milla, psicologa e psicoterapeuta. Per avere maggiori informazioni, visita la sua pagina personale e leggi gli altri articoli. Per consulenze psicologiche, psicoterapia, seminari o altre richieste, puoi scriverle una mail all’indirizzo cristianamilla@quipsicologia.it oppure telefonarle al 339.6137545.

 

 

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Un commento a Che ansia quest’ansia!

  • Danilo

    L’ansia mi sta dilaniando. Ogni volta è così. mi riduco sempre all’ultimo. poi in queste situazioni prendo fiori di bach, valeriana, faccio training autogeno e non mi passa. a fatica mi addormento e resto sveglio quasi tutta la notte. poi per fortuna una volta finito l’esame tutto passa, ma si può trovare una soluzione? si, lo so, forse la soluzione è mettere costanza e allenamento nel training autogeno che, in realtà, uso solo in questi momenti. ma quando sto bene non ci penso. che devo fare? bah. boh. è proprio il caso di dire che ansia quest’ansia! o anche che due marroni! marroni si può dire, no? :) grazie a voi tutti e scusate lo sfogo.

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