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Scritto da | ottobre 7th, 2013

La nostra psiche non è il cervello

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Sembra assurdo, ma spesso mi trovo a dover ricordare ai miei pazienti che la nostra psiche non è un organo come il fegato, i reni, lo stomaco o lo stesso cervello. Molte persone, erroneamente, continuano invece a considerarla e a trattarla come un organo qualunque e quindi solo quando si ammala perché si manifesta con segnali o sintomi dolorifici: l’ansia o gli attacchi di panico per fare un esempio. Come se l’unico modo che ha la psiche per essere considerata e ascoltata sia appunto quando soffre, manifestando quindi segni palesi della sua presenza: “Vedi, ci sono anch’io! Perché non mi ascolti?”.

E’ possibile aprirsi ad una nuova e diversa ricerca di senso sul nostro mondo psichico?

 

Psicologia e medicina a confronto

psiche organoQuesta mancata visione sul mondo psichico nasce dal fatto che la psicologia ha un grande svantaggio rispetto alla medicina: la medicina si occupa di qualcosa di visibile e oggettivo, appunto il corpo umano; la psicologia, al contrario, si interessa di qualcosa che è apparentemente invisibile, impalpabile e cioè la psiche (per gli antichi greci la psyché era l’anima ed il “respiro vitale”).

Già questo motivo fa sì che il mondo occidentale moderno, che è di per sé un mondo prettamente pragmatico, si sia specializzato nella gestione dei problemi del corpo (o di almeno quelli sufficientemente conosciuti), mentre non ha appreso altrettanto bene a gestire i problemi della psiche. Anche quando si trova di fronte a disturbi psichici non gravi, come l’ansia e le fobie per esempio, dimostra  il più delle volte la propria mera ignoranza.

Oggi la gente comune vede continuamente in televisione o legge su giornali e riviste specializzate di fatti che riguardano la salute del corpo, facendosi delle opinioni in merito. Per contro, della psiche il mondo moderno sa molto poco e tende invece a ridurla alla vita del corpo fisico che invece segue altre leggi. Se ne prende cura solo e soltanto quando non ne può più fare a meno. In queste occasioni si ricorre all’uso o all’abuso degli psicofarmaci oppure si ricorre all’aiuto della psicoterapia, sperando che possa risolvere il problema o quantomeno riportare tutto alla normalità, cioè a prima del malessere. Il che equivale a riportare tutto all’inconsapevolezza (inconscio) di sempre.

La vita psichica ovvero questa sconosciuta

Proprio per il fatto che si è abituati a considerare la psiche come un organo alla stessa stregua del cervello la gente non sa molto della propria vita psichica, del proprio mondo interiore. Anzi, alcune persone sono così impaurite dell’autonomia della psiche da essere turbate alla sola idea dell’esistenza dei sogni. Tutti noi sogniamo, ma chi è veramente in contatto con il proprio mondo onirico, rivelatore di importanti significati interiori?

Per altri è invece terrorizzante avere esperienza dei fenomeni ipnagogici (le normali allucinazioni acustiche o visive che possono accompagnare il passaggio dalla veglia al sonno).

Altri ancora poi, sono sconvolti nel percepire come le emozioni pervadono il loro corpo inducendo in esso complesse alterazioni fisiologiche (per esempio tachicardia, sudorazione, tremiti, pressione alta, etc.).

Queste semplici, ma allo stesso tempo comuni esperienze di negazione o rifiuto della vita psichica da parte delle persone sono servite per farvi comprendere come nel lavoro di psicoterapia mi trovo spesso di fronte individui che devono risolvere innanzitutto la paura di entrare in contatto con qualcosa di sconosciuto, spesso di orribile ai loro occhi. Come se nessun linguaggio a propria disposizione fosse in grado di fornire loro una significativa e allo stesso tempo tranquillizzante lettura di quello che sta accadendo; la psiche è qualcosa dunque che viene percepita per ciò stessa come inquietante e pericolosa.

La psiche esiste e si fa sentire

Prendendo per esempio il panico, una persona si trova di fronte a una paura che aumenta a dismisura proprio perché non sa che cosa sta accadendo alla sua identità psicosomatica. Molti pensano, erroneamente, che stia avvenendo qualcosa solamente a livello organico: “Oddio ho un infarto!” oppure “Sto per avere una paralisi!” o ancora “Sto per impazzire!”. Chiarito, dopo molte visite e accertamenti, che non c’è nessuna malattia a livello organico e cioè che il corpo è sano, non resta da far altro allora che tentare di comprendere cosa stia accadendo, cosa sta tentando di comunicarci la psiche attraverso il corpo e i suoi sintomi. E’ necessario quindi aprirsi ad un nuova ricerca di senso.

Il segnale di dolore della psiche forse ci sta segnalando che hanno luogo o stanno per avere luogo esperienze negative per la nostra integrità psicofisica o per la nostra identità psicosociale, che equivale a dire: c’è un conflitto dentro di me tra bisogni o esigenze differenti, per esempio tra un bisogno di riconoscimento e un bisogno di autonomia. L’unico rimedio consiste nel vivere questi squilibri o conflitti tra i nostri bisogni fondamentali conformemente ai nostri valori, ossia vivendo di valori liberamente scelti da noi stessi, in piena autonomia di giudizio.

 

Cristiana Milla, psicologa e psicoterapeuta. Per avere maggiori informazioni, visita la sua pagina personale e leggi gli altri articoli.

Per consulenze psicologiche, psicoterapia, seminari o altre richieste, puoi scriverle una mail all’indirizzo cristianamilla@quipsicologia.it  oppure telefonarle al 339.6137545.

 


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3 commenti a La nostra psiche non è il cervello

  • Sono proprio gli argomenti che desideravo approfondire ,e per me che soffro di fibromialgia ,e davvero un aiuto .
    Grazie

  • Francesca

    Salve,sono una studentessa all’ultimo anno di liceo e mi sto ormai avvicinando alla scelta dell’università.Ho scoperto di avere un grande interesse per la psicologia, in particolare per la relazione tra psiche e corpo, ovvero per il modo in cui il corpo reagisce ai sentimenti che proviamo. A questo punto mi sono chiesta: posso soddisfare questo mio interesse studiando psicologia o piuttosto medicina? Questo dubbio è nato dal fatto che la facoltà di medicina comprende uno studio del corpo umano che mi è sembrato poter approfondire ulteriormente quello psicologico proprio grazie alla base scientifica. Considerando però che medicina prevede sei anni di sole materie scientifiche e solo nella specialistica (nel caso in cui si studi psichiatria ovviamente) anche studio della psiche, le chiedo un consiglio riguardo a quale via intraprendere. Sto provando a informarmi sia chiedendo ad amici sia tramite il web, ma finora le risposte che ho ricevuto o le ricerche che ho fatto non sono riuscite a chiarirmi le idee. Spero di essermi spiegata! La ringrazio in anticipo

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