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Scritto da | luglio 29th, 2013

Non credere ai tuoi occhi! Gli inganni della percezione

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Articolo tra il serio e il faceto, per ricordarci che quello che vediamo non sempre corrisponde a ciò che è nella realtà e per toccare con mano che “il cucchiaio non esiste”: per motivi i più svariati, la nostra è sempre una realtà che ci inventiamo. Ecco a voi alcuni inganni della percezione.

 

Inganni della percezione 1

Cecità da disattenzione: prestiamo attenzione solo ad alcune cose alla volta.

È un fenomeno dimostrato da Simons e Chabris nel 1999 in un esperimento molto famoso e molto divertente. Ai partecipanti venne chiesto di contare mentalmente il numero dei passaggi effettuati dai giocatori in maglietta bianca.

Qui sotto c’è una versione più breve del video originario. Provate anche voi a contare il numero dei passaggi effettuati dai giocatori della squadra bianca!

Nell’esperimento di Simons e Chabris e nelle numerose repliche successive, circa metà dei partecipanti non notava che, a un certo punto del video, una persona travestita da gorilla si ferma in mezzo ai giocatori e si batte il petto per poi allontanarsi. Voi avete visto il gorilla?

 

Inganni della percezione 2

Cecità al cambiamento: le cose intorno a noi cambiano e non sempre ce ne accorgiamo.

Altro video, di Simons e Levin, che documenta l’esperimento intitolato The “Door” Study. Una persona chiede a un’altra informazioni ma a un certo punto accade qualcosa…

Come per l’esperimento col gorilla, solo la metà dei partecipanti si accorge che c’è un’anomalia e che l’interlocutore è cambiato.

Per sperimentare voi stessi, date un’occhiata al video qui sotto e cercate di capire chi è l’assassino:

 

Inganni della percezione 3

Flash Face Distortion Effect

Altro video, stavolta di Matthew Thompson, sulla distorsione che subiscono i visi se guardati in parallelo e in rapida successione.

Il video è questo qui sotto e, nel guardarlo, bisogna fissare lo sguardo al centro, dove c’è la crocetta.

Le foto, se le guardate una per una, mostrano attori molto avvenenti. Se però le guardate in movimento e fissando la crocetta, i volti diventano orrendi!

Come nel caso della cecità indotta dal movimento, sapere che i volti sono belli non salva dal vederli mostruosi. Non si salva neanche Jeff Bridges…

 

Photo credit: Wiki Commons

 

Per approfondire

Chabris C. & Simons J. (2011). Il gorilla invisibile. Il Sole 24 ORE.

Tangen J.M., Murphy S.C. & Thompson M.B. (2011). Flashed face distortion effect: Grotesque faces from relative spaces. Perception, 40, 628-630.

 

Rosalia Giammetta, psicologa e psicoterapeuta, è responsabile dell’area prevenzione dei comportamenti a rischio in adolescenza per l’associazione PreSaM onlus. Nell’ambito dell’educazione alla salute e della peer education, ha condotto numerose attività di formazione e ha pubblicato il volume L’adolescenza come risorsa. Per saperne di più, visita la sua pagina personale e leggi gli altri articoli.

Per consulenze psicologiche, psicoterapia, scrittura di progetti, seminari o altre richieste, puoi scriverle una mail oppure telefonarle al 349.8195168.

 


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