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Scritto da | novembre 6th, 2013

Perchè la paura di guidare l’auto

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paura di guidare

Attualmente la paura di guidare l’auto è uno dei disagi più diffusi. Nella maggior parte dei casi dietro il timore di mettersi al volante perché possano accadere degli imprevisti, come un incidente, si nasconde la mancanza di fiducia in se stessi e negli altri e il conflitto tra il bisogno di essere dipendenti e il desiderio di essere autonomi.

Ma vediamo meglio.

Un individuo soffre di questa paura se…

Evidenziamo quali sono le caratteristiche di chi soffre della paura di guidare l’auto:

  • La paura di guidare produce forti blocchi, come per esempio la rinuncia a spostamenti per il lavoro o a mantenere relazioni interpersonali e perciò una vita sociale.
  • Si ha paura di perdere il controllo del proprio mezzo o di essere investiti da altri veicoli
  • Si è terrorizzati dal traffico, dal percorrere le autostrade o dall’attraversare  gallerie.
  • La paura di mettersi alla guida rende ansiosi e agitati in ogni caso, anche nelle situazioni più tranquille.

Le radici della paura

Chi teme di guidare l’auto è ossessionato dall’ansia di controllare il suo ambiente e quindi tutto ciò che gli accade intorno. Questa paura nasce sostanzialmente dal timore di procurare o subire un incidente, di non sapere affrontare gli imprevisti, di perdere il controllo del proprio mezzo, di stare male improvvisamente senza potersi arrestare.

Ma in fondo guidare l’auto vuol dire potersi spostare in modo autonomo, scegliendo di volta in volta dove dirigersi. Questo aspetto naturalmente può scatenare un conflitto interiore tra bisogni di natura opposta: da una parte il desiderio di autonomia e indipendenza come fuga da imposizioni e legami, dall’altra il timore di non essere in grado di pilotare la propria vita, che è più legato ad un bisogno di dipendenza, dagli altri naturalmente.

L’utilità della paura

Chiunque si trovi a fare i conti con la paura sa bene quanto possa essere difficile riuscire a  padroneggiarla senza lasciarsene condizionare. Anzi, a volte più cerchiamo di liberarcene e più lei si attacca a noi. Succede che più tentiamo di superarla e più dentro di noi si aziona una forte resistenza al cambiamento. Come se di quella paura, in fondo in fondo, non potessimo più fare a meno. In realtà questo accade perché abbiamo bisogno delle paure, ci servono. Hanno perciò una funzione, ossia ci aiutano a mantenere il migliore equilibrio psicofisico che possiamo permetterci in una data situazione con le risorse e capacità che abbiamo in quel dato momento a disposizione.

Quindi la paura svolge una precisa funzione che affonda le sue origini nella storia personale di ognuno di noi, o meglio ancora nel suo inconscio.

Nel caso della paura di guidare l’auto il conflitto in gioco è appunto tra dipendenza dagli altri e desiderio, voglia di autonomia.

Come si può superare?

Sembra un paradosso, eppure per poter vincere la paura di guidare l’auto, così come per qualsiasi altra paura, è necessario accettarla ossia accoglierla dentro di sé, dandogli spazio e ascolto, senza per questo sminuirci o sottostimarci. L’accettazione, l’accoglienza, il senso di inevitabilità sono tutti sentimenti che ci ricollegano con la realtà, facendo in modo che ci assumiamo la responsabilità della nostra sofferenza senza continuare sterilmente ad attribuirne la responsabilità ad altri o alle circostanze.

Guarire è convivere con il proprio male (abate Gelliani)

Il processo inverso, ossia il peggioramento verso la malattia, è proprio il rifiuto, la ribellione, la non accettazione.

Spesso nel mio lavoro di psicoterapeuta mi viene rivolta questa domanda, ma cosa vuol dire accettazione? Io spiego che non significa passiva rassegnazione, che porta a chiudersi  ancor più nel proprio guscio, in un atteggiamento di autocommiserazione e di recriminazione. E’ invece un atteggiamento di serena, attiva, deliberata accoglienza che pone l’individuo nella condizione di accettare l’ineluttabile e di agire per modificare quanto può essere trasformato.

Quindi per superare una paura, come la paura di guidare, è necessaria accettazione a comprensione, rivolgendo la propria attenzione amorevole alla funzione che svolge questa paura all’interno della propria vita. Non serve infatti chiedersi quali sono le cause di questa paura, quand’è nata, cercando a ritroso l’evento, spesso traumatico che l’ha generata.

Come ho già scritto in un altro articolo (Vincere la paura della paura), più si conosce la paura e la sua funzione, più si può capire meglio chi siamo, perché la paura rivela aspetti di noi di cui spesso non siamo consapevoli come per esempio tutti quegli aspetti fragili, vulnerabili di sé, aspetti che non sono ancora pronti a relazionarsi e confrontarsi con il mondo.

Per approfondire:

Vincere la paura della paura

Perchè la paura di volare

Perchè la paura degli spazi aperti

Perchè la paura delle malattie

Perchè la paura dell’autorità

Paura del nuovo

Il nostro lato ombra

Quando cala la notte ritorna la paura

 

Cristiana Milla, psicologa e psicoterapeutaPer avere maggiori informazioni, visita la sua pagina personale e leggi gli altri articoli.

Per consulenze psicologiche, psicoterapia, seminari o altre richieste, puoi scriverle una mail all’indirizzo  cristianamilla@quipsicologia.it  oppure telefonarle al 339.6137545.


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38 commenti a Perchè la paura di guidare l’auto

  • Immacolata

    Salve dottoressa, io qualche anno fa ho avuto un incidente da cui sono uscita viva per miracolo, l’auto si è completamente distrutta. Subito mi sono rimessa alla guida senza alcun problema.Da 5 anni sono affetta da Sensibilità Chimica Multipla, Fibromialgia e Fatica Cronica e per questo motivo ho smesso di guidare.Negli ultimi periodi ho un grande disagio anche da passeggera e alle curve mi sento come sulle montagne russe.Ho eseguito anche esame audiovestibolare e quello per vedere se avevo oteoliti ma è risultato tutto negativo.Poichè ora più che mai ho l’esigenza di riprendere a guidare per problematiche organizzative, come posso uscirne?
    Grazie di cuore.Imma

  • Anna

    buongiorno dottoressa, anche io ho paura di guidare tanto che, approfittando di non avere un reale bisogno dell’auto per spostarmi, ho rimandato fino alla soglia dei 40 anni il momento di iscrivermi alla scuola guida. sicuramente non sono particolarmente portata ma la paura peggiora notevolmente le cose. a ciò si aggiunga il fatto che ho provato già 3 volte l’esame pratico con esito negativo perché in sede di esame la paura si amplifica e guido davvero in maniera pessima. Non voglio mollare ma non so cosa fare, sono terrorizzata all’idea di quando ripeterò l’esame e dall’idea di un nuovo fallimento, le tre bocciature di certo non aiutano ad essere rilassata!

  • lorena

    salve,dottoressa.anche io come molte ragazze ho paura nel guidare.ho la patente ormai da 10anni ma ho guidato solo per brevi tragitti e quando è avvenuto sempre con i miei.mio padre è molto rigido e a dei suoi rimproveri mi blocco.abito in un paese sperduto,per qualsiasi cosa devi prendere la macchina.ora,ho deciso di vincere queste mie paure ma non s se riuscirò.

  • emanuele

    Salve dottoressa mi chiamo Emanuele e ho 24 anni e conseguito la patente da 3 mesi non riesco a guidare perché ho una paura tremenda come devo superarla dopo tanti sacrifici per prendermi questa patente mi aiuti la prego

  • Fabrizio

    Gentile Dottoressa, oltre 18 anni fa ho avuto un attacco di panico mentre guidavo, a ciò sono susseguiti parecchi episodi, sia mentre guidavo sia in casa. Da allora ho avuto sempre ( aimè ) la paura ed il rifiuto di guidare in autostrada. La cosa non mi pesava più di tanto. Da quasi un anno mi si ripropone, ma con sintomatologia diversa, la paura all’inizio di guidare sulla strada dritta ed ora anche su piccoli percorsi ( non riesco a superare 50 Km orari ). Non mi rimane al momento che guidare nei centri urbani ( la dove non devo attraversare qualche ponte). Premesso che guido l’auto da quando avevo 15 anni e fino a 18 anni fa correvo pure. Cosa posso fare per riprendere una vita normale? Grazie per la Sua disponibilità.

  • Fannie

    Buongiorno, ho 19 anni ed ho preso la patente un anno fa, i miei genitori mi hanno comprato un’auto che sta praticamente sempre in garage. Perchè? Perchè ho paura di guidare. Appena nominano la mia auto, mi rimproverano per tutti i soldi che devo far pagare per una cosa che non uso, mi chiedono di portarli a fare la spesa, ecc, mi assale un un brivido e un’angoscia che non riesco a gestire. Io voglio guidare, voglio sentirmi indipendente ma voglio guidare per me, non per loro. Sono sempre a casa, tranne le volte che devo andare all’Università (che devo raggiungere in treno), al massimo vado alla biblioteca del mio paese. Penso di essere stata praticamente condizionata dal fatto che mia madre non ha mai conseguito la patente e lo considera l’errore più grande della sua vita. Comincio ad odiare questa situazione anche perché i miei genitori, per quanto siano della brave persone, non sono in grado di aiutarmi. Mi rimproverano e mi fanno sentire in colpa pensando che questo mi possa spronare. Alla fine sì, ho voglia di scappare prendere quella maledetta macchina e andarmene per un po’. Grazie di cuore per l’attenzione, sento veramente il bisogno di parlarne con qualcuno e sentire nuovi punti di vista.

  • Cinzia

    Buongiorno Dottoressa,
    la ringrazio per le sue parole.
    Sono più di 10 anni che ho la patente, che ho fatto molta fatica a prendere, non sono mai riuscita a guidare realmente, se non brevi tragitti nel mio paese, soffro di DOC praticamente dalla nascita e in più a circa 20 anni mi è’ stata diagnosticata la SM. Ho bisogno di guidare perché lavoro distante e uso i mezzi pubblici o mi accompagna e mi viene a prendere mio marito quando può’, a causa di questo mio limite non riesco mai ad accompagnare mia figlia da nessuna parte e ci muoviamo sempre a piedi dovendo spesso appoggiarci ai nonni, inoltre non esco mai con le mie amiche. Cosa posso fare per migliorare la mia situazione è l’approccio con la guida?
    La ringrazio

    • Erica

      Gentile dottoressa, la ringrazio innanzitutto per il suo articolo, in cui incita le persone ad accettare le proprie paure cercando di tramutarle in un’occasione di conoscenza di se stessi. Io ho 31 anni, da 12 anni ho la patente di guida ma non ho mai guidato l’auto. Per molti anni, mi è sembrato che affrontare questa paura non fosse così necessario, vivevo in altre città, dove comunque non avrei avuto la possibilità di avere un’auto, dunque per quale motivo infliggermi una sofferenza in quel momento inutile costringendomi ad affrontare le mie paure? Ora però mi ritrovo sola, senza amicizie, e mi rendo conto che non essendo libera di spostarmi non potrei nemmeno stringere rapporti con nuove persone perché non saprei come raggiungerle (abito in una casa di campagna, alquanto distante dal centro abitato, dove non esistono mezzi pubblici!). Per mia natura, sono una persona che ama la sua libertà e la sua indipendenza più di ogni altra cosa, amo moltissimo viaggiare, non ho paura di alcun mezzo di trasporto. Sto pensando, da qualche giorno, di rivolgermi ad una scuola guida per effettuare qualche guida con un istruttore, in modo da riprendere un po’ di fiducia nelle mie capacità al volante. Il problema è che, anche quando frequentavo la scuola guida per prendere la patente, riuscivo bene con le guide con l’istruttore, ma ero poi incapace di guidare un’auto normale, per i fatti miei. Come si fa dunque ad accettare la propria paura e ad imparare a conviverci senza però farsi distorcere l’esistenza da essa? Come posso accettare questo mio limite e al tempo stesso cercare di superarlo per migliorare la mia qualità della vita? Grazie fin d’ora per l’attenzione che vorrà prestarmi!

  • James Goodweathers

    Carissima dottoressa, ho 19 anni e ho attualmente il foglio rosa con il quale sono autorizzato ad esercitarmi alle guide. Sono salito per la prima volta al posto di guida circa due mesi fa e avevo un’ansia che non le dico. Poi piano, piano ho cominciato ad acquisire più fiducia in me stesso e dopo un mese ho cominciato a circolare anche sulle strade cittadine e non solo su quelle isolate o poco trafficate. Dopo due mesi, considerando che devo dare l’esame entro sei, posso dire che guidare la macchina sulle strade cittadine anche trafficate non mi spaventa particolarmente. L’unica situazione che mi fa veramente sbiancare in volto sono le manovre di parcheggio, in particolare quelle in retromarcia; mi manca la scioltezza col volante e sono sempre fisicamente teso. Non mi rendo mai conto in modo spontaneo in che direzione devo girare il volante durante le manovre e quando devro raddrizzarlo. Inoltre, considerando che mi esercito con le due auto di famiglia, ho sempre paura di andare a sbattere nei marciapiedi o di bruciare la frizione perchè tendo sempre a tenerla leggermente schiacciata. La cosa, che comunque non mi giunge strana, è che quando faccio lezioni di guida con l’istruttore non ho tutta questa fobia proprio perchè penso che l’auto non è mia e non mi pongo certo tutto questo dispiacere se dovessi andare a urtare in qualcosa, anche perchè i pedali si trovano in entrambe le parti quindi anche in quella dell’istruttore. Vorrei quindi qualche consiglio su come poter superare quest’ansia delle manovre di parcheggio. Solo dopo che ho imparato ad usare il freno a mano ho superato quella della partenza in salita. Cordiali saluti.

  • Vale

    Buonasera Dottoressa,
    ho 21 anni e ho conseguito la patente circa 2 anni e mezzo fa. Nei mesi appena successivi al conseguimento ho guidato senza troppi problemi. Poi mi sono bloccata, senza una spiegazione logica e ora è più di un anno che non riesco a mettermi alla guida. Mio padre cerca di spronarmi, ma proprio non riesco. Al solo pensiero mi si chiude lo stomaco e se provo a mettermi al posto di guida mi agito, mi tremano le mani e anche le gambe. Voglio superare questa paura, non voglio che comprometta la mia vita futura e le mie possibilità di lavoro. Cosa posso fare?

  • igor

    Gentile dottoressa, ho 41 anni, la patente da 23 e la mia paura di mettermi alla guida non deriva da una mancanza di fiducia in me stesso, ma in una mancanza di fiducia negli altri! Mi sento bravissimo e brillante in una strada vuota, anche difficile, ma divento quasi di legno in una strada trafficata. A ciò non contribuiscono i giudizi delle persone sulla mia guida, giudizi spesso tranciati di netto per ben altri scopi. La ringrazio per l’attenzione, Igor

  • Mario nome finto

    Ciao ,anche io ho la fobia di guidare la macchina, a 34 anni ancora non ho preso la patente e studiare per prenderla è una rottura. Però non ho la stessa fobia per le due ruote. Riesco a guidare bene e senza paura lo scooter , che ne pensate? Probabilmente riuscirei a guidare bene anche le moto sebbenne abbiano le marce, ma esistono anche quelle con cambio automatico. La mia paura è quella di fare incidenti e di non riuscire a calcolare bene gli spazi per quanto riguarda il parcheggiare la macchina, e poi riprenderla anche facendo marcia indietro, non mi sento portato ecco.

  • Vale

    Gentile dottoressa, ho 38 anni ho sempre guidato ovunque anche se tratte di molte ore mi hanno sempre stancato. 1 anno fa ho avuto un attacco di panico immotivato in autostrada ed è iniziato il calvario. Il giorno dopo ripensando all’accaduto ho avuto un simile attacco in una strada che conosco a menadito e ora ho sempre timore ad affrontarla (2volte al giorno!). Ho smesso di prendere autostrada e superstrada e alcune strade urbane mi provocano disagio (poi magari in altre strade faccio anche lo spericolato senza problemi). La strada lunga e dritta davanti a me mi mette in soggezione. Penso di avere paura della paura, vorrei uscirne perchè non posso fare sempre affidamento su mia moglie (per quanto brava).
    Ho letto dell’accettazione della paura e vorrei approfondire, mi consiglia qualcosa?
    Grazie infinite

    • Caterina

      Mi accodo a Vale perchè ha descritto perfettamente quello che accade a me. Premetto che anni fa ho avuto episodi intensi che poi si placarono. In buona sostanza ero “costretta” a guidare ogni giorni perchè altrimenti avrei perso il mio lavoro. In questo modo è come se mi fossi desensibilizzata alla paura. Ora dopo due anni dalla mia gravidanza, sono riapparsi in un momento particolare della mia vita. Un bivio: un lavoro sicuro da un lavoro che mi piace ma molto incerto. E zac! Sono ritornati in tutta la loro potenza ma con dinamiche diverse ma estremente simili a quelle di Vale.
      Grazie infinite per l’ascolto

  • Manuela

    Buonasera dott.ssa sono una ragazza di 30 anni e come hanno già detto nei messaggi precedenti al mio,ho paura di guidare,ma solo alcuni giorni e principalmente alla sera.di giorno ho paura di allontanarmi troppo e alla sera ho paura di addormentarmi in macchina.sto facendo già un percorso che mi ha aiutato tanto,però questa paura mi è rimasta e non so veramente come combatterla.grazie per l’attenzione

  • stefano

    Buongiorno Dottoressa, sono un uomo di 41 anni, da circa 4 anni si sono sviluppati grossi problemi alla guida dell’auto. Premetto che ho fatto milioni di km con le vetture (conducevo anche mezzi di soccorso 118), ma come Le dicevo sopra, da qualche anno sono una altra persona alla guida. Premetto, che l’universita’ conclusa qualche anno fa, mi ha lasciato tanta ansia (CdL Infermieristica) e che probabilmente, non sono riuscito a “filtrare” del tutto; probabile, anche il poco lavoro di questi tempi per la nostra categoria, abbia accentuato le sensazioni ansiogene. Cmq, la sintomatologia alla guida si compone di: attacchi di panico con derealizzazione (divento un pezzo di legno),sudorazione e accelerazione della F.C. e testa vuota. Concludo nel dire che essendo una persona molto attiva, ed impegnato nelle urgenze extraterritoriali(ora sono Infermiere non piu’ autista), questa forma ansiogena sta diventando un problema serio; la ringrazio anticipatamente e caramente,Stefano.

  • Roberto

    Buongiorno Dott.ssa, ho letto il suo articolo e mi ha piaciuto molto, vorrei esporre il mio caso se lei mi può dare qualche consiglio, ho 47anni ho svuoto la patente a 20anni ma non ho mai guidato appena mi metto al volante il mio cuore comincia a battere forte e i piedi si bloccano e diventano ingestibili come un pezzo di legno e quindi non riesco a gestire acceleratore e fresione. La voglio di mettermi al volante ce l’ho sempre ma il blocco c’è sempre. Vorrei prendere un medecina che mi rilassa per poter muovere al meno i piedi. Cosa mi consigli. Grazie

    • governatore

      Salve Roberto, ho provato a riponderle in forma privata ma la sua mail mi torna indietro. Mi scrivi a questo indirizzo, o mi chiami direttamente al 3396137545. Spero di risentirla. Dott.ssa Milla

  • Giulia

    Gentile dottoressa,
    trovo che questo articolo rispecchi alla perfezione la mia situazione. Sono una ragazza di 25 anni, ho una pessima fiducia in me stessa e l’idea di guidare mi terrorizza. Ho preso la patente a 20 anni, per l’imbarazzo del dover pesare ad amici e parenti. Dopo aver superato l’esame (solo confortata dal fatto che l’auto della scuola guida avesse i doppi pedali e che fossi completamente al sicuro) non ho quasi mai toccato l’automobile. Inizialmente mi mettevo alla guida e mi veniva il panico, con il tempo sforzandomi ho trovato compromessi e fatto passi avanti: ho comprato una macchina con il cambio automatico e ho fatto alcune guide con il mio fidanzato (o sporadicamente mia madre) nel sedile del passeggero. Purtroppo però, senza loro non vado da nessuna parte.
    Recentemente ho tentato di uscire con le mie amiche, ma un altro automobilista mi ha suonato e da allora ho un nuovo blocco e sono restia a guidare perfino con qualcuno al mio fianco. Trovo davvero frustrante fare un passo in avanti e tre indietro. Inutile spiegarle quanto mi senta immobilizzata non solo all’interno della mia casa di campagna, ma anche nella vita, un po’ come se fossi rimasta una bambina e non riuscissi a crescere. Inoltre la paura di guidare ultimamente si è trasformata in una paura generalizzata di andare da qualunque parte da sola, a partire dalle passeggiate che se devo affronto controvoglia, al prendere qualsiasi altro mezzo (non ho mai fatto viaggi in treno senza qualcuno e la mia università è in un’altra città). Vorrei davvero liberarmi da tutta questa insicurezza e da tutta questa paura, ma non so davvero più come fare…
    Grazie anche solo per l’articolo che mi è stato d’aiuto per chiarire un po’ la situazione,
    Giulia

  • Laura

    Buonasera dott.ssa soo una ragazza di 24 anni, mi rivedo molto in quello che lei scrive nel articolo, vorrei superare con tutta me stessa questo limite anche perché vivo in montagna è sono praticamente isolata, la mia paura è anche “aiutata” da alcuni miei famigliari che continuano A prendermi in giro senza comprendere il disagio che vivo…avrei bisogno di un consiglio da lei su come affrontare al meglio questo disagio, di modo da prendere finalmente in mano la mia vita.
    La ringrazio.
    Saluti
    Laura

  • CARLO

    GENTILE DOTTORESSA BUONGIORNO.HO LETTO QUESTO ARTICOLO E L’ HO TROVATO MOLTO INTERESSANTE.
    MI RIGUARDA DA VICINO PERCHE’ ULTIMAMENTE ANCHE PER ME GUIDARE L’ AUTO E’ PRATICAMENTE IMPOSSIBILE.
    IL FATTO E’ CHE NON RIESCO A TROVARE UN MOTIVO.
    NON RIESCO INFATTI A CAPIRE SE E’ UNA QUESTIONE PSICOLOGICA, O MANCANZA DI FIDUCIA IN ME AVENDO PAURA CHE,COME 13 ANNI FA MI VENGA UN’ ALTRA CISI EPILETTICA.PREMETTO CHE PER QUESTA MALATTIA MI CURO REGOLARMENTE, MA SEMBRA CHE CIO’ NON BASTI A SEDARE I MIEI DUBBI.CHE DEVO FARE?
    SECONDO LEIE’ UNA PAURA IRRAZIONALE LA MIA, O FONDATA CONSIDERANDO I MIEI PREGRESSI CLINICI RIGUARDO ALL’ EPILESSIA,AVENDO PAURA CHE, NONOSTANTE LE CURE ED IL FATTO CHE NON HO PIU’ AVUTO CRISI,MI POSSA SUCCEDERE DI NUOVO, COMUNQUE?
    LA RINGRAZIO E LE AUGURO BUONA GIORNATA.

  • Federica

    Salve Dottoressa, ho trovato questo articolo molto interessante. Io ho 22 anni e ho preso la patente a 18, ma non sono mai riuscita a guidare da sola. Diciamo che da quando ho la patente il numero di volte che ho preso la macchina si può contare sulle dita di una mano e comunque ho sempre guidato con una persona accanto. Io vorrei solo avere quel coraggio che mi manca nel guidare da sola, anche perché non voglio essere un peso per nessuno visto che alla mia età ho ancora bisogno di passaggi. Riconosco di avere dei grossi problemi di autostima e fiducia e vivo in un costante stato ansioso, ma mi creda, vorrei davvero risolvere questo problema. La ringrazio anticipatamente. Federica

  • Sara

    Cara dottoressa . Ho 30 anni e da circa 4 ho problemi con il guidare sul l’autostrada . Inizialmente davo la colpa di questo mio disagio ad una relazione sbagliata con il mio ex ragazzo quindi una volta liberata dal peso di quel legame sono stata meglio e piano piano da sola facendo piccoli passi per volta ho ricominciato a guidare in autostrada . Ciò che mi crea ansia è la strada dritta , sempre uguale e costante e la paura di non potermi fermare quando voglio . Nonostante razionalmente capisco che nulla nella vita rimane uguale all’attimo prima e che quindi anche l’autostrada è solamente in apparenza tutta uguale ..nonostante tutto non sempre ma spesso vengo sopraffatta da questa ansia e cerco di domarla distraendomi. Parlo con me stessa a voce alta, penso che ci sia qualcuno vicino e quindi parlo con lui.. Mi dia per favore una chiave di lettura per capire cosa c’é alla base della mia ansia . Grazie!

  • Enza

    Salve a tutte, stamattina ho sentito il bisogno di leggere qualcosa riguardo “la paura di guidare” e questo articolo mi ha aperto uno spiraglio di luce che io non vedevo..!!! Accettare la mia paura è il primo passo per poter superare l ‘ansia alla guida ..!!
    In sintesi io ho 23 anni , ho preso la patente a 19 e fino a pochi mesi fa per me guidare non era mai stato motivo di ansia , ma di rilassamento in particolare in autostrada ..!!
    A marzo di quest’anno ho avuto un brutto incidente in autostrada , al ritorno da lavoro ed è da lì che è iniziato il mio calvario …
    È un miracolo che sono rimasta viva senza alcun danno fisico , ma non è questo il blog per capire tale miracolo .
    Questo incidente mi ha sconvolto , faccio un lavoro che mi piace , che però necessita della macchina e di viaggiare tutti i giorni , e nonostante abbia provato fin da subito a portare la macchina , in autostrada , da sola , in compagnia , nella statale , mi sono dovuta prendere un periodo di pausa dal lavoro pensando che poteva cambiare qualcosa … Invece non, la paura adesso mi fa venire attacchi di panico , tachicardia e alterazione alla pressione … Quali sono i passi da fare per poter riprendere la mia autonomia ?

  • catia

    Salve dottoressa, ho 33 anni e ho cominciato a guidare l’anno scorso, con enormi difficoltà. Riesco a stare (parzialmente) tranquilla solo quando faccio brevi tragitti in città, ma poi, appena devo andare un po’ più lontano, mi blocco. Ho il terrore di tamponamenti, di investire qualcuno, di subire un incidente, perché sono veramente imbranata. Inoltre, a tutto questo, si aggiunge il fatto che sono un disastro con il senso dell’orientamento, non mi ricordo mai le strade e vado nel pallone.
    Guido due volte a settimana per andare al centro commerciale poco fuori dalla città, ma per il resto non guido.
    Il mio problema è molto, molto aggravato dal fatto che mio marito (che mi ha spronato molto) si arrabbia moltissimo quando si rende conto, andando insieme a fare qualche guida fuori città, che ancora ho grossissime difficoltà perché guido poco. Litighiamo di brutto perché lui dice che non mi impegno abbastanza ma non capisce che io ho paura. La prego mi dia un consiglio… Grazie!

  • Elisa

    Buongiorno dottoressa.
    Ho 20 anni e sono riuscita a ottenere la patente a 18 anni senza problemi, ma purtroppo non sono mai stata in grado di guidare senza essere terrorizzata, inizio a tremare e sentirmi incapace di gestire qualunque situazione. Purtroppo abito in campagna e l’utilizzo della macchina è indispensabile ma piuttosto di utilizzarla rimango in casa oppure mi faccio portare dai miei famigliari. Sento il bisogno di sconfiggere questa paura anche se per il momento sono sempre fuggita da essa, ma non so proprio come fare.
    grazie per l’attenzione, arrivederci

  • manuela

    cara dottoressa,
    so che scriverle non mi fara’ passare l’angoscia che provo in questo momento ma sento di doverlo fare,non ho mai guidato nulla prima dei 18 anni ne bicicletta ne motorino, non ricordo se per paura ma di sicuro perche’ ero convinta di non saperlo fare, ho preso la patente a 18 anni dopo una prima bocciatura nella pratica (ho preso un muro durante l’esame) e allora lo scrutinatore mi disse: “non si puo’ essere emotivi al volante” e basta. ho riprovato l’esame con la testardaggine che se tutti ci riuscivano anch’io potevo farlo. ho guidato per circa un anno da tutte le parti anche ad alte velocita’ e ho sbattuto solo due volte niente di grave. eppure mi sentivo inadeguata piano piano ho lasciato il volante a chi sapeva farlo meglio di me … non ho piu’ guidato sono passati 14 anni. ora mi ritrovo con due bambini e DEVO guidare. ho convinto mio marito a prendermi un auto di seconda mano col cambio automatico. e martedi ho la prima lezione alla scuola guida. voglio farlo devo riuscirci. eppure … ho un groppo in gola. penso a bruttissimi incidenti con i bambini e non riesco a scrollarmi di dosso questa angoscia. penso che non voglio dare disturbo a chi sa guidare bloccando il traffico. penso che se andro’ a sbattere a mio marito aumenteranno l’assicurazione, a lui, che non ha mai sbattuto in vita sua. mi sento cosi’ stupida. eppure devo farcela. perche’ voglio ancora bambini e non posso contare sempre sugli altri ed essere un peso. cosa posso fare per non pensare?

  • mary

    Cara dottoressa, a me succede una cosa strana…mi piace guidare e nella mia città mi muovo autonomamente, ma appena devo allontanarmi un po’ di più mi viene l’ansia…prima ci provavo, a volte riuscivo a volte tornavo indietro…ora con un bimbo piccolo non azzardo anzi diciamo che il raggio di azione si sta restringendo! Perché questa paura delle distanze in auto, a piedi, in qualunque modo? Come superarla per me stessa ma soprattutto per mio figlio? Grazie di cuore

  • Gloria

    Gentile dottoressa, ho 22 anni e mi ritrovo su questo sito per la stessa problematica di tutte noi. Ho preso la patente 3 anni fa ma da quel giorno non riesco a prendere più la macchina da sola e ho paura di portarla. Mi vengono mille ansie e blocchi. Sono colta da attacchi di panico perché penso che non saprei cavarmela in situazioni difficili. Sono già di mio una persona molto poco fiduciosa in me stessa e paurosa ma questa cosa non mi fa più vivere serenamente. Inoltre per il mio lavoro sono quasi costretta a portare la macchina perché è molto distante da dove abito io. Cosa mi consiglia di fare? La paura a volte mi divora. La ringrazio di cuore.

  • Roby

    Carissima dottoressa, ho ventuno anni e mi trovo in questa pagina con la speranza di trovare una soluzione al mio problema. Abbiamo una cosa in comune io e lei, studio psicologia e vorrei diventare una psicoterapeuta. Ma per esserlo un domani, per prima cosa penso che dovrei imparare a gestire il mio indomabile mondo interiore in relazione a quello esterno. Ho una terribile paura di guidare. Ho analizzato più volte questa paura, cosa significasse per me, e mi ritrovo completamente nel profilo di disagio che lei ha delineato. Proprio in questo periodo finiti gli esami universitari ho sentito più che mai l’esigenza di prendere un’auto e andare a trovare un’amica o andare al centro commerciale che si trova in periferia. Mi sento cosi patetica perchè nonostante io sappia quanto sia importante per me mettermi in auto e quanto benessere può darmi una passeggiata, io non lo faccio. Vorrei che qualcuno mi aiutasse. Questa paura mi fa sentire talmente sola che non ho neanche idea di come affrontarla. Cosa mi consiglia? Che percorso potrei fare?
    La ringrazio
    A presto

  • Gentilissima dottoressa, ho quarantuno anni e da più di 10 anni non tocco un volante. E’ stato proprio allora che vittima della paura di causare un incidente, sono stata coinvolta in uno insieme a figlio di tre anni. Fortunatamente avevo rispettato per lui e per me tutte le misure di sicurezza tanto che ne siamo usciti indenni. Al momento dell’incidente avevo deciso che non avrei mai più toccato un auto in vita mia e così non ho più rinnovato la patente. Il mio lavoro dista da casa più’ di mezz’ora e mio marito fa quattro viaggi al giorno per permettermi di lavorare, ma questo e’ tutto quello che mi posso permettere al giorno, vivo in campagna in un luogo isolato e sono costretta alla prigionia a causa del mio handicap. Vorrei veramente superare la mia paura, ma prendere la patente oggi costa tanto e vorrei fare questo passo sapendo che una volta compiuto io ne possa far uso senza distruggere un’altra macchina ma ancora di più’ senza causare un incidente che possa causare sofferenza negli altri e anche a me stessa. Ho sempre pensato di rivolgermi ad uno specialista per avere un consiglio ma mi vergognavo, oggi ho visto che come me ci sono tante persone e vorrei sapere veramente da dove iniziare per ricominciare. Grazie tantissimo anche solo per avermi ascoltato, Sara

  • Roberta

    Buonasera dott.ssa sono una ragazza di 26 anni e da molto tempo mi perseguita questa paura…ho cercato l’anno scorso di affrontarla uscendo varie volte ma ancora ho questo blocco e prima di uscire la paura mi assale e finisco per non prendere l’auto. Vivo in una città del sud dove non si può fare affidamento sui mezzi, o non ci sono o si rompono o non rispettano gli orari perciò alla fine non prendendo la macchina la faccio a piedi, ma mi rendo conto che così non posso andare avanti perchè ovunque vada arrivo in ritardo e la mia vita sociale diventa problematica. Ogni cosa che c’è scritto sull’articolo coincide perfettamente con la mia situazione. Io voglio affrontare questa paura, ho un grande desiderio di indipendenza, autonomia e libertà che ogni giorno aumenta sempre di più poichè sto finendo gli studi universitari e cerco lavoro e nei miei progetti paradossalmente ho anche la voglia in futuro di acquistare un’ auto (ciò è dovuto anche al fatto che guardandomi intorno vedo e sento amici,conoscenti o ex amici realizzati che si vantano, o ragazze che se la tirano e guidano macchinoni) allora io mi chiedo se ce la fanno loro perchè non possono farcela anche io? So di esserne capace, e anche io voglio dimostrare agli altri che posso farcela, quindi come ha scritto lei cercherò di accogliere questa paura e comprenderla e piano piano ad affrontarla. La ringrazio per la cortese attenzione…

Tu cosa ne pensi?