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Scritto da | agosto 27th, 2012

Tagliarsi e sentirsi meglio: cutting e autolesionismo

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Cutting vuol dire tagliarsi la pelle con lamette o qualsiasi altro oggetto affilato, ad esempio chiodi, forbici, coltelli, fermagli, pezzi di vetro, senza avere l’intenzione di uccidersi. È una forma di autolesionismo attuata in modo deliberato e ripetitivo. Ne sapeva qualcosa Lady Diana, che, oltre a soffrire di bulimia, si procurò varie volte delle lesioni usando lamette e coltelli.

 

Perché tagliarsi?

Tagliarsi è un comportamento che spesso comincia nell’adolescenza, intorno ai tredici agli undici anni, diffuso soprattutto tra le ragazze.

Non c’è un’unica spiegazione che renda conto dei motivi per cui una persona può decidere di tagliarsi. Se alcuni ragazzi e ragazze si tagliano, è per controllare e interrompere, in modo indiretto, un dolore mentale troppo forte, un’angoscia troppo intensa e insostenibile: preferiscono soffrire nel corpo che psicologicamente, preferiscono il dolore fisico al dolore mentale e fanno in modo che il dolore fisico prenda il posto di quello mentale. Le ferite inflitte al corpo sono un mezzo estremo con cui lottare contro la sofferenza psicologica.

Cutting, cutter e autolesionismo-quando tagliarsi fa sentire meglio Per altri adolescenti tagliarsi è un modo per percepire di esistere ed essere vivi: meglio un dolore fisico che non sentire niente o sentirsi vuoti e inutili.

Tagliarsi dà l’illusione di un sollievo, a volte addirittura euforia, come se dai tagli fuoriuscissero finalmente le emozioni che non si riescono a tollerare dentro di sé: la disperazione, la tristezza, il sentirsi rifiutati, la solitudine e soprattutto la rabbia verso qualcun altro da cui si sente di dipendere e che si teme si allontani. È una rabbia che diventa odio contro se stessi e la propria incapacità nel gestire una data situazione.

Tagliarsi può permettere allora di abbassare una tensione estrema. Come scrive l’antropologo francese Le Breton (2003, pag. 11):

La ferita crea un rifugio provvisorio, che consente all’individuo di riprendere fiato: […] serve a scaricare una tensione, un’angoscia che non lascia più alcuna scelta, nessun’altra risorsa – e di cui l’individuo deve potersi liberare.

Tagliarsi, ma anche bruciarsi con le sigarette (burning) o marchiarsi a fuoco la pelle con un laser o un ferro rovente (branding) o grattarsi sino a farsi uscire il sangue, permette, in assenza di strategie più mature e funzionali, di ristabilire un equilibrio, di ricollocarsi nella propria vita, di esprimere la propria indipendenza affettiva dai genitori o una sfida nei confronti delle regole che questi ultimi vogliono imporre.

I segni e le cicatrici lasciati da questi gesti autodistruttivi racchiudono una sofferenza per la quale la persona non ha ancora trovato parole per raccontarla e spiegarla.

Cutting, burning e branding sono comportamenti particolarmente frequenti durante l’adolescenza. E questo non è un caso, se teniamo presente che il corpo che cambia, amato e al tempo stesso rifiutato, il corpo dove nasce il desiderio sessuale e in cui si radica l’identità è il terreno di battaglia di ogni adolescente, di ogni ragazzo e ragazza.

Con il tagliarsi, l’adolescente cerca una disperata via d’uscita dalla fatica per lui insostenibile della crescita, dal senso di fallimento per il non sentirsi in grado di farcela a diventare grande.

L’adolescente tenta così di affermare se stesso, utilizzando l’unica cosa su cui gli sembra di potere esercitare un controllo: il suo corpo. Nel romanzo di Paul Murray Skippy muore c’è una descrizione interessante e coinvolgente di cosa provi chi giunge a farsi male. Rispetto a questo, rimando al post Farsi male e stare meglio.

 

Come accorgerti che tuo figlio o un tuo amico si tagliano?

Chi decide di tagliarsi lo fa di solito di nascosto e cerca di mantenere il segreto su questo comportamento. Eventuali indicatori dell’esistenza di comportamenti di cutting, burning o branding possono essere:

  • vestiti non appropriati alla stagione, ad esempio indossare esclusivamente camicie o magliette con le maniche lunghe in piena estate;
  • macchie di sangue sui vestiti;
  • ferite, lividi o tagli non spiegati;
  • possesso di oggetti taglienti (rasoi, lamette, forbici, coltellini, aghi, pezzi di vetro);
  • isolamento, ad esempio passare molto tempo in bagno;
  • irritabilità;
  • difficoltà nel fronteggiare emozioni forti;
  • rabbia eccessiva o umore depresso;
  • mancanza di legami sociali;
  • disegni, scritti ecc. che hanno per tema il dolore, la tristezza, il ferirsi.

 

Che fare dinanzi all’autolesionismo?

Reagire con disgusto, colpevolizzare, liquidare questi comportamenti di cutting, burning e branding come ragazzate o ridurli alla  mera richiesta di attenzione non serve a molto.

Sono gesti che racchiudono una profonda sofferenza e che concedono a chi li attua una tregua, la parvenza di un conforto, una forma di autoaiuto che va innanzitutto rispettata: per quanto possa apparire assurdo, questo è il miglior modo che la persona ha sinora trovato per padroneggiare i suoi problemi e continuare a vivere. Probabilmente non ne è affatto fiera, anzi se ne vergogna e pensa che nessuno possa capire cosa prova.

Se si vuole aiutare un amico o un figlio che si taglia o si fa del male in altro modo, il punto di partenza è non giudicare e offrire sostegno. Offrire sostegno vuol dire evitare ultimatum, punizioni o minacce: se fosse stato facile, la persona avrebbe già smesso. Offrire sostegno significa aiutarla a riconoscere le emozioni e a gestirle in modo diverso che con i tagli, incoraggiarla a capire a che le serve tagliarsi e a individuare strade più sane per esprimere i suoi stati d’animo. Tutto questo non è facile e rivolgersi a un esperto è il più delle volte la cosa più sensata.

 

Per approfondire

Le Breton D. (2003). La pelle e la traccia. Le ferite del sé. Meltemi Editore, Roma, 2005.

Pommereau X. (1997). Quando un adolescente soffre. Pratiche Editrice, Milano, 1998.

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Andare dallo psicologo o da uno psicoterapeuta? Perché dovrei farlo?

 

Photo credit: ZoiDivision

 

Rosalia Giammetta, psicologa e psicoterapeuta, si occupa di adulti e adolescenti, a Roma. In particolare, è specialista in disturbi d’ansia e depressione e nella prevenzione dei comportamenti a rischio. Ha condotto numerose attività di formazione e ha pubblicato il volume L’adolescenza come risorsa.

Per saperne di più, visita la sua pagina personale e leggi gli altri articoli . Per consulenze psicologiche, psicoterapia, scrittura di progetti, seminari o altre richieste, puoi scriverle una mail su rosaliagiammetta@quipsicologia.it oppure telefonarle al 349.8195168 e prendere un appuntamento.

 


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111 commenti a Tagliarsi e sentirsi meglio: cutting e autolesionismo

  • […] moda – diciamo così – fra giovanissimi adolescenti, dagli undici anni in poi, specie femmine (fonte); l’autolesionismo per soffrire nel corpo e non nell’anima, dice lo psicologo, autolesionismo […]

  • TossicGirl~

    Mi chiamo Gaia, secondo tutti sono una ragazza: allegra, carina, dolce, chiaccherona, grassa, stupida, inutile, acida, tutto quello che serve, per fare schifo.
    Ho quattordici anni, m’ingozzo, piango, mi graffio, mi prendo a pugni, mi taglio, ho voglio di morire.
    Ho tentato di uccidermi più di una volta, non ci riesco, non perchè ho paura, ma perchè so quello che potrebbe accadere dopo la mia morte.
    NON CREDO IN DIO, forse una piccola parte di si, ma non voglio crederci, perchè l’odio con tutta me stessa!
    Da quando è morta la mia migliore amica, nel 2011, il mondo mi è crollato addosso, è da li che ho iniziato a farmi del male; all’inizio in maniera lieve, ad esempio, mi davo qualche pugno, mi graffiavo, ed è da li che ho incominciato a fumare, ero piccola,ed è impensabile una bimba di dieci anni che fuma, ed intanto, io, fumavo; prima mi limitavo alle sigarette, ora c’è di mezzo l’erba!
    Arrivo a provocarmi anche più di cinquanta tagli alla volta; perchè so il numero dei miei tagli? Perchè li conto, mi diverte contarli, e dirmi dopo aver finito “brava! Ora, fatti ancora più schifo, idiota!”.
    L’ultima volta che l’ho fatto, è stato ieri, ben 62 tagli, “non male!”, mi dico, ma ora, mentre scrivo, mi bruciano, e mi viene voglia di urlare, ma non posso, perchè poi se ne accorgerebbe qualcuno.
    Ad agosto ero a mare, e si notavano i segni sulle cosce, mia madre mi chiese cos’erano, io le risposi che ero caduta, ma dopo un pò mia madre me lo richiese, e io le risposi che era stata Kenya (il mio cane), mia madre non ci credette, e mi disse che ne voleva parlare a casa; tornate a casa, le dissi che me li ero fatta da sola, e lei in lacrime mi disse che ero pazza, le promisi di smettere, ma non ci sono riuscita! Ho un pò di paura, siamo a gennaio, tra qualche mese, c’è l’estate, e poi si noterá, che avrò molte più cicatrici di prima, e a quel punto andrò da qualcuno, e nonce la farò..
    Ho bisogno d’aiuto, perchè quello stupido sorriso, che ho stampato, sulle labbra, ogni giorno, non mi aiuterà ad andare avanti..grazie :)

    • Rosalia Giammetta

      Hai bisogno di aiuto, Gaia. Non lo troverai però in un blog. Vai da uno psicologo.

  • Rudy

    Ciao ho 16 anni e la ragazza da un mese ha 15anni ho scoperto che si taglia io soffro di questa cosa. Io non mi taglio ma fumo per cose mie ma non e un problema mio tanto i miei ormai lo sanno …..voglio far smettere assolutamente di tagliarsi alla mia tipa non ho idea di quanto si tagli ma non voglio proprio lei non ci va dallo psicologo penso non glielo ancora chiesto aiutatemi ce qualche modo per farla smettere senza che vadi da uno psicologo ecc …vorrei aiutarla solo io se é possibile aiutatemiii

  • L’essere umano vive per comunicare. E l’autolesionismo è una delle tante tecniche di comunicazione. E’ una voce impressa col sangue che grida un messaggio diverso a seconda della persona, a seconda della situazione. Il dolore è il minimo comune denominatore.
    Oggi viviamo una realtà drammatica. Alla base, a mio avviso vi è la troppa trascuratezza da parte dei genitori, sempre più assorbiti dal lavoro, dai propri litigi col partner o da se stessi. Le vittime sono gli adolescenti.
    E la cosa grave è che tutti vedono in un bambino solo queste apparenti spoglie. Non capiscono che il bimbo di oggi è l’adulto di domani, il futuro padre di famiglia, il futuro lavoratore – o per meglio dire, il futuro disoccupato dato che un bambino stressato non ha basi su cui cementare la sua vita e la sua carriera.

    Condivido qui il mio sito di aiuto, MyHelp Forum, affinché possa aiutare sia i piccoli che i più grandi.

    http://www.myhelpforum.net

    Vi lascio con un caloroso abbraccio, e ricordate che la vita sarà vostra solo se sarete voi a volerla.

    • Rosalia Giammetta

      Non sono per spiegazioni così generiche e colpevolizzanti, ma spero comunque che il suo forum possa essere d’aiuto.

  • Ciao a tutti.
    È la prima volta che scrivo su un sito del genere.
    Ho 15 anni. Da circa 7 mesi ho smesso di farni del male da sola. Ho smesso di cercare qualsiasi cosa che sia tagliente e farmi del male.
    Ma i problemi non sono spariti del tutto.
    Continuo ad odiarmi. Odiare il mio corpo. Odio mangiare. Ho paura di ingrassare e di non essere poi abbastanza carina. A dire la verità non sarò mai abbastanza carina.. o abbastanza intelligente.. sono un disastro umano. Sono il più grosso sbaglio che ci sia sulla terra. Mi sento sola, anzi lo sono. Non ho nessuno che mi aiuti e mi capisca senza farne un dramma o minacciarmi che mi manda in un ospedale. Per la prima volta mi sfogo con qualcuno e mi sento in colpa. Sento che non dovrei farlo. Mi renderà più fragile. Più debole. E non riusciró a combattere contro i mostri che ho nella testa e vogliono distruggermi. Non posso… non posso. Sono stanca di lottare ogni giorno.
    Sono stanca di fingere tutti quei sorrisi. Ormai non ci crede più nessuno.
    “Non voglio mangiare. Non voglio mangiare. Non posso mangiare.” è quello che mi ripeto ogni volta che sono a tavola. Ma non riesco a resistere.. e mangio. Poi mi sento in colpa e rimetto tutto quello che ho mangiato. Lo facevo già l’anno scorso e i professori se ne erano accorti. Lo avevano detto a mia madre e mi aiutavano sempre. Cosa che mi infastidiva moltissimo. Dopo un bel pò uscì da quel periodo. Smisi di vomitare. Di tagliarmi. Ero felice. O almeno, pensavo di esserlo. Ma poi mi sono guardata attentamente allo specchio e ho notato tutti quei difetti che ho. Tutto quel grasso che ho sulla pancia, sulle gambe. Quelle enormi gambe che mi ritrovo. Pensando e ripensando al fatto che ne dovrei parlare con mia madre e andare da una psicologa mi turba. “Non sono pazza. Non sono pazza. Non sono pazza.” Continuo a ripetermi. Cerco di sorridere e ripetere “Non sono pazza.” ma poi mi assale la rabbia. Voglio prendere tutto a pugni e calci. Inizio a tirarmi i capelli, mi tiro pugni nello stomaco finchè non cado giù sfinita. Odio fare queste cose. Ma la rabbia mi fa impazzire, e io non sono pazza.
    Inoltre, dopo la rabbia mi assale l’ansia. Il viso mi i riempie di lacrime e piango, piango fino a consumare le lacrime. Sono consapevole di dover essere aiutata. Ma non voglio.
    Voglio lottare da sola e andare avanti.
    Combattere e rialzarmi più forte di prima.
    Scusate il disturbo, volevo solo sfogarmi. So che questo non lo leggerà nessuno. E forse sarà meglio, altrimenti mi considererà “pazza” e non lo sono.
    Buonanotte. -A

    • Rosalia Giammetta

      Io posso solo dirti che devi farti aiutare. Pensare di potercela fare sempre da soli è quantomeno irrealistico o una scappatoia per non cambiare. Chiedere aiuto è un gesto maturo, non una vergogna o un’ammissione d’inferiorità.

  • È un problema di cui si parla poco e spesso lo si fa con molta superficialità. Ho aperto un forum (thelastship.forumfree.it) per parlare di queste tematiche e dare la possibilità alle persone che soffrono di questi malesseri di incontrarsi e confrontarsi con chi ha problematiche simili. Mi è piaciuto questo articolo e ne riporterò una parte sul mio forum, con link all’originale. :)

  • anonima

    cciao ho 12annu ho.cominciato.a tagliarmi oggi non so cosa fare.sul serio mi sento molto depressa i miei genitori vogliono divorsiare un ragazzo che mi.piace non mi.fa casl e mia nonna sta morendo io sul serio non so cosa fare.l unica xsona che mi sta vicina e la mia migliore amiga io e le ci.tagliamo insieme mi sento molto male ho la testa che mi scoppia e il brutto e che una mia amica bon vuole.che io lo faccia non capisce e oltre tutto.un altra mia anica e innamorata di.quello.che mi piace vi prego datemi consigli (TT)

    • Rosalia Giammetta

      Cara anonima, ti consiglio quello che consiglio sempre in situazioni come la tua, in cui sembra che la vita frani da ogni lato: vai da uno psicologo. Ti aiuterà a capire meglio quello che ti succede.

  • ofelia

    Vorrei portare all’attenzione di tutti una questione con riguardo a queste problematiche: non è un problema esclusivi degli adolescenti ma anche un problema di moltissimi adulti. Trovo sbagliato definire un autolesionista malato e l’espressione ‘soffrire’ di autolesionismo non si accosta alla mia situazione. Nel mio caso non trovo sia una cosa infantile o di semplice sfogo. Non sono una ragazza che si vanta di questi comportamenti o al contrario li denigra. Non chiedo attenzione e so con coscienza che tagli superficiali non mi mettono in pericolo di vita. È un modo che evito di adottare ovviamente. Ma so con certezza che non sono più pazza o più in difficoltà di tutte le persone che non lo fanno. Il problema non è il grado di sofferenza ma il modo di affrontarla. Non mi taglio perché mi piace ma perché mi fa l’effetto di una barretta di cioccolato a chi è affamato o un abbraccio a chi è solo. Dà conforto. E spero che tutti trovino un modo ancora più sano di tagliarsi per riceverlo. E spero che anche chi non si taglia lo faccia. Perché andare a prostitute, ubriacarsi, correre in auto, non mangiare, non dormire, stressarsi, piangere, disperarsi hanno la stessa finalità di tagliarsi. Non si è malati solo che certi comportamenti sono più accettabili di altri.

    • Rosalia Giammetta

      Buongiorno, Ofelia. Certo, ci sono tanti adulti che si tagliano: su questo sono d’accordo con lei.
      Tagliarsi le dà conforto e, se ho capito bene quanto ha scritto, non è un comportamento che vive in modo conflittuale. Io mi auguro comunque che lei trovi altri modi per consolarsi, modi che non prevedano il danneggiamento del suo corpo.

  • […] ben descrive la psicologa Rosalia Giammetta per Quipsicologia.it, “tagliarsi è un comportamento che spesso comincia nell’adolescenza, […]

  • ciao, ho 14 anni ed è da 2 anni che mi taglio . il mio migliore amico continua a prendermi le lamette , ma io ne trovo sempre altre . il mio ex quando l’ha saputo , pur di farmi smettere si è rimesso con me , molte mie amiche hanno saputo che mi tagliavo e hanno detto :” Ma cosa sarà mai , proviamo”, queste sono state le loro parole. cosi si tagliarono senza motivo . io ho molti motivi per farlo , l’ unica cosa che non provoca il mio motivo per tagliarmi è che non ho amici , se non si è capito bene , io ho amici e quando hanno saputo che mi taglio sono andati subito a parlare con i professori . i proff hanno parlato con i miei genitori e mi hanno portata subito da uno psicologo , mentre i miei pensavano che io avessi smesso , io continuo ma vorrei subito smettere . AIUTO VI PREGO ! il tagliarmi però mi fa sentire meglio.

    • Rosalia Giammetta

      Mia cara anonimo, proprio perché lì per lì tagliarsi sembra una cosa utile, è difficile smettere. Questo l’hai capito a tue spese. Vai già da uno psicologo e questa è una saggia scelta: con questa persona prova a capire quali sono i motivi cui tu accenni che ti spingono a tagliarti, ragionaci sopra e trova pian piano altri modi. Lo so che è facile a dirsi, difficile a farsi, ma io non conosco altre strade.

  • lallarlv

    La migliore amica di mio fratello si taglia.Ha 13 anni,è anche mia amica ma non abbastanza da confidarsi con me. Io ho scoperto la sua situazione leggendo i suoi messaggi con mio fratello(sì, so che è una brutta cosa ma sospettavo una cosa del genere e avevo bisogno di sapere), vorrei aiutarla, ma non ho proprio idea di come fare senza parlarne con lei o con mio fratello. Aiutatemi!!! Le voglio bene…

    • Rosalia Giammetta

      Beh, senza parlarne con lei o con tuo fratello, mi sembra impossibile che tu riesca a essere d’aiuto. Se cambi idea, comincia col parlare con tuo fratello e cerca di capire com’è la situazione e lui come si sta muovendo.

  • Chiara

    Mi sento fuori dal coro, di anni ne ho 49. Terapisti, psichiatri mi hanno avuto in cura da quando ne avevo venti. Dagli ultimi test risulta che in certi settori quali comunicativa, prendere al volo decisioni importanti, comprendere molto più a fondo persone che intuisco abbiano i miei stessi problemi sono superiore alla media in quanto a capacità, ma quando andiamo sul personale comincia il disastro. Ossessionata dal giudizio degli altri, convinta di avere sbagliato tutto nella vita e che ormai non ci sia più nulla da fare, mi sento in cervello atrofizzato.
    Ho tentato di cambiare vita, mi sono separata da una bravissima persona che però a livello di marito era arrivato alla fine, assolutamente reciproco eh, ho un altro uomo, ma i sensi di colpa, madre fallita ( ho due figlie di 15 e 17 anni, peraltro bravissime ragazze ) moglie fallita, vita buttata, non ho mai lavorato nonostante una laurea in economia e commercio che mai è poi mai avrei dovuto intraprendere, tutti questi pezzetti, più altri personali e profondi, mi hanno portato a farmi 93 tagli su braccia, gambe mani e fronte. Lucidissima e freddissima mentre me li facevo, quel sottile senso di meritata autopunizione, che poi va interpretata come forte grido d’aiuto . Non credo lo farò più, mi sono sentita una vera idiota e mi sono vergognata di me stessa. Ora ovviamente alla prima occasione ne parlerò con la mia terapista. Quello che voglio dire a tutti i ragazzi giovani che praticano autolesionismo, è che bisogna farsi aiutare, ti rompi una gamba, vai dall’ortopedico, ti tagli perché sei in un momento di acuto disagio, vai da un terapista, uno psichiatra, chi vuoi tu ma non essere troppo superiore e pensare “tanto controllo la situazione”…. Questo accade assai poco a fronte di ragazzi che soffrono terribilmente senza una guida
    Lasciatevi aiutare. Chiara

    • Rosalia Giammetta

      Chiara, il punto è che uscirsene dall’autolesionismo è difficile, sia che si decida di rivolgersi a uno psicologo o psichiatra sia che si tenti di venirne fuori da soli. E’ come se a un certo punto diventasse una pratica normale, come se si entrasse in un tunnel e non si riuscisse più a vedere che nella vita le cose che si possono fare sono tante.
      Non posso che appoggiare il suo consiglio sul farsi aiutare:
      “ti rompi una gamba, vai dall’ortopedico, ti tagli perché sei in un momento di acuto disagio, vai da un terapista, uno psichiatra, chi vuoi tu ma non essere troppo superiore e pensare “tanto controllo la situazione”….”
      Assolutamente d’accordo, Chiara.

  • Sue

    Ho 16 anni, ho iniziato a tagliarmi ai 13.
    Fortunatamente ne sono uscita e senza l’aiuto di un professionista(anche se sento il bisogno di andarci).
    Il mio ex ‘ragazzo’ a distanza è riuscito a farmi smettere, credo sia stato proprio l’amore che c’ha messo.
    I problemi persistono, e sono persino peggiori.
    Ogni volta che sono sul punto di tagliarmi o ci penso, subito ripenso a tutto il suo sforzo, e mi fermo, non mi taglio.
    Lui se n’è andato per un po’, ora è tornato, e io mi sento più sicura sinceramente. Mi rendernà più forte.

    • Rosalia Giammetta

      Cara Sue, mi fa piacere leggere che ora riesci a controllarti. Spero che pian piano scomparirà dalla tua mente anche il pensiero del tagliarti.

  • Quest

    ciao, sono un ragazzo di 14 anni…tempo fa guardai un documentario che parlava dei tagli, io pensavo all’inizio che non l’avrei mai fatto, ma avevo il presentimento che non avrei resistito a lungo. infatti ho iniziato a tagliarmi pochi giorni fa, non so perchè lo faccio, non so neanche se mi libera dai problemi, fatto sta che ho iniziato a farlo per il troppo stress e per i problemi con una ragazza che ho conosciuto su internet, anche lei ex autolesionista…io mi sono confidato con lei e con un altro sempre su internet di tagliarmi, ma non le ho confidato il motivo…ora tutti e due mi hanno fatto promettere di non tagliarmi, ma io non ci ho messo il minimo impegno…è da 4 giorni che lo faccio…in tre giorni ne ho fatti tre…non penso di essere dipendente e non ho intenzione di andare da uno psicologo o psichiatra(dove mi manderebbe mia mamma se lo scoprisse) ora la situazione si sta facendo insostenibile, nascondere i tagli e difficile e ieri mio padre mi stava per scoprire mentre dissanguavo …non ho intebzione di smettere, il motivo è che penso che il dolore sia solo passeggero e invece di fumare(cosa che facevo prima) trovo questo un modo meno dannoso di rilassarmi…non so che fare, non voglio deluderli ma non voglio neanche smettere…sto impazzendo

    • Rosalia Giammetta

      La questione per come la poni tu è insolubile. Non vuoi smettere, non vuoi andare da uno psicologo/psichiatra, non vuoi che i tuoi scoprano che hai iniziato a tagliarti. Devi cedere su un punto per potere intravedere una via d’uscita.

  • Olinda

    Ciao, sono una mamma che ha appena scoperto che la propria figlia si taglia.Avevamo spesso affrontato il problema già evidente per altre sue amiche adolescenti.Mia figlia mi rassicurava, mi spiegava come non riusciva a capire le sue amiche…oggi mi ha prestato il cellulare, ho avuto sotto gli occhi uno scambio di opinioni tra le e la sua amica in merito ai tagli che si procura nell’inguine affinché nessuno in casa li scopra.Mi ha gelato il sangue. Ci siamo da poco trasferiti all’estero.mia figlia di 13 anni, si sente sola, ci detesta perché ci ritiene responsabili del suo malessere,causato dal trasferimento, non ha qui amici, le poche frequentazioni non le piacciono,cerca l’isolamento, qualche volta è solare poi subito irritabile e di mal umore. Sarebbe difficile per noi andare da uno specialista per via della lingua, che non padroneggiamo.Come posso aiutarla?Vorrei farle frequentare lo sport, per trovare nuovi amici, per canalizzare e sfogare tutta la sua rabbia. Ora non frequenta la scuola che inizierà in settembre. Io e suo papà siamo i suoi insegnanti.Che posso fare?

    • Rosalia Giammetta

      Olinda, quella dello sport mi sembra un’ottima idea, a patto che anche per sua figlia sia un’attività interessante. Le proponga di partecipare a un coro (se dove abitate è possibile) o ad altre attività di gruppo. Un saluto.

  • ciao,io sn un autolesionista,circa da un mese ormai,di sicuro sarete curiosi quale è il mio problema. Il fatto è che io sono ancora alle medie e ho 13 anni,in prima media mi sn fatta riconoscere come una ragazza dolce amichevole e in tutto disponibile,dopo 2 mesi di scuola,le mie compagne di clesse quelle che credevo fossero mie amiche cominciarono ad essere gelose,perche molti ragazzi venivano attirati dal mio aspetto fisico e dal mio carattere,cosi,cominciarono a sparlarmi dietro,la scuola era difficile e il programma era veloce,e spesso non riuscivo a stare a passo con gli altri,soprattutto in matematica,cosi cominciarono la perese in giro pesanti,mi dicevano che ero stupida,ignorante,che non capivo nulla,che nessuno mi voleva bene,tutti mi odiano,devo morire ecc.. io ci rimanevo malissimo,ma dopo qualche mese,gli atti di bullismo divennero ancora piu frustanti,durante le ricreazioni mi sbattevano contro al muro,mi facevano gli sgambetti sulle scale facendo sanguinare spesso il naso,e durante i cambi d’ora mi gettavano atterra a pugnalte e poi mi prendevano a calci in tanti,io ogni giorno piangevo per minimo 5 ore,era orribile,così cominciai a tagliarmi,scrissi sul braccio sinistro con la lametta ”HATE PERFECT” perche anche volendo non riuscivo ad essere perfetta e piacere agli altri,e pensai di chiedere ai miei genitori di pagarei professori che potevano venire a casa,ma ci ho ripensato e continuai a sopportare,cosi ogni giorno aggiungevo un taglio,mi sentivo meglio sollevata,come se quel maledetto nodo dentro me si fosse sciolto,ma no,mi sbagliavo,cosi,per smettere lo dissi ai miei genitori,con le lacrime agli occhi e una gran vergogna,papà era dispiaciuto,la mamma ha pianto per tre giorni,cosi ho buttato le lamette,dopo una settimana mi graffiai il braccio con le forbici disegnando una croce,il giorno dopo,mia mamma mi controllò le braccia e vide la croce,si arrabbio e non mi parlò piu,e io mi odiai cosi tanto come non mai,e di sera sentii che lei disse a mio padre che ero una delisione,che ogni giorno la deludo sempre di più.Nonostante io abbia cambiato scuola,ero sempre depressa e sola,anche se mi nascondevo dietro a quella maledetta maschera,cioè il sorriso,cosi di notte,uscii sul balcone con una corda in mano,ero decisa di suicidarmi,non ne potevo piùdi soffrire di piangere ogni giorno e odiarmi sempre di più,non ne avevo più le forze di combattere,ho combattuto per tre anni,ora sono stanca ho il cuore a pezzi gli occhi lucidi e la mente consumata,nonostante che io vada da uno psicologo,che si trova nella nostra scuola,che è comunche laureato e professionista,non mi aiuta,mi sento sempre male,e al posto di quei pensieri e ricordi brutti di quali mi sono liberata ce ne sono sempre altri,comincio a credere sempre più che sono un caso perso,e nessuno nn puo aiutarmi

    • Rosalia Giammetta

      Karina, capisco che sei consumata dalla sofferenza. Posso solo consigliarti di trovare un modo per parlare di te al tuo attuale psicologo. Eventualmente, valuta se non è forse il caso di rivolgerti a un altro.

  • Jessy

    Ciao ho 15 anni mi taglio da poco tempo in tutto l’ho fatto 4 volte, solo che so che non dovrei farlo
    Premetto che chiedermi di portarmi da uno psicologo sarebbe un problema enorme (non economico) ma semplicemente perché mi chiederebbero la motivazione e poi indirettamente di consultori purtroppo li ho già visti ma quella è un altra storia…
    Fatto sta che non so cosa fare al posto di tagliarmi
    Sono sola
    Il mio pensiero fisso di ogni giorno e il suicido e anche ben studiato purtroppo, il pensiero si è accentuato a settembre dopo un fatto gravissimo che mi è capitato (sono sfortunata) non specifico qui che cosa e successo perché è una cosa delicata comunque vorrei smettere di tagliarmi e di pensare al suicidio perché ho paura che arrivi sul punto di farlo veramente.
    Grazie buona serata!

    • Rosalia Giammetta

      Jessy, il suicidio è una strada da cui non torni indietro. Perché non andare da uno psicologo? Comunque sia, al posto di tagliarti, metti le scarpe da ginnastica e vai a correre, ascolta la radio, impara a suonare uno strumento che ti piace, monta i mobili dell’Ikea ecc.

      • Jessy

        Buon giorno le avevo già scritto in precedenza diciamo che non ho il coraggio di chiedere ai miei di portarmi da uno psicologo perché entrambi soffrono di depressione e si darebbero la colpa soppratutto nei confronti di mio padre della mia sofferenza comunque da maggio non mi taglio per non farmi notare dai miei

        • Rosalia Giammetta

          Jessy, se ti tagli, c’è qualcosa su cui tu hai bisogno di ragionare. Smettila di farti carico dei tuoi genitori e comincia ad affrontare i tuoi di problemi.

  • Silvia

    Ciao a tutti! Sono una ragazza di 25 anni e la mia migliore amica ne ha 45 e quest’ultima ha una figlia adolescente che credo che si tagli. Io voglio un bene dell’anima a tutti in quella famiglia..il fatto è che non so cosa fare. La ragazza mi vede come sorella maggiore o comunque una confidente (non mi parla di tutto) ma quando è in buona mi racconta di ragazzi ecc…non abbiamo mai parlato di disgrazie. La sua mamma sta passando con lei, quello che tutti i genitori passano con le figlie adolescenti. Oltretutto la a ragazza non va neanche bene a scuola oltre al suo comportamento sfrontato e menefreghismo verso tutti i membri della sua famiglia. Non studia mai e pretende tutto dai suoi. Sua mamma le vuole un bene dell’anima e appena vede un piccolo miglioramento le da tutto!!!! Scrive su Facebook stati in cui parla di questi tagli, del fatto che la gente non capisce il dolore che le persone che si taglia hanno dentro. Non ha mai parlato in prima persona però quindi non ho la certezza che si tagli. Forse scrive quelle cose solo per rendersi “grande” davanti ai suoi “amici”…non so come fare. Mi trovo in mezzo. Lo devo dire alla mamma prima il mio dubbio o provo a scoprirlo prima da sola? Sinceramente è una cosa che non comprendo comunque..le cose possono andare male fino a chissà che livello ma farsi del male? E comunque questa ragazza ha intorno a sé delle persone che le vogliono bene, la mamma in primis. Va cercando le coccole da lei e dal papà…non capisco come potrebbe farsi del male. E comunque mi permetto di dare un consiglio alle persone che fanno questo: ci sono tantissimi consultori e centri gratuiti dove vi sono delle figure specializzate a cui potersi rivolgere. Avete dei problemi, vi fate del male caspita!! Non va bene. Chi ha un tumore? Cosa deve fare? Chi ha perso il padre o la madre cosa deve fare? Chi ha perso un figlio? A questo mondo, purtroppo, ci sono innumerevoli situazioni che ci fanno rattristare e arrabbiare ma ciò non ci impedisce di cercare il meglio per noi…de la gente non vi vuole bene, perché non dovete volervene nemmeno voi? Perché farsi del male e recarsi ulteriori dolori?!?! Fatevi aiutare a nome di tutte le perso ne a voi care..che magari non vi manifestano il loro bene ma sappiate che c’è sempre qualcuno che ve ne vuole!!!!

    • Rosalia Giammetta

      Ciao, Silvia. Io proverei a parlare con la figlia della tua amica. Riguardo la necessità di un aiuto hai detto già tu. Aggiungo però che chi si taglia lo fa con disperazione, perché ha letteralmente perso la speranza.

  • sarah

    ciao no 15 anni è da quando ne avevo 13 mi taglio,ormai non ne posso più però ogni volta che vedo ina lametta impazzisco e non riesco a controllarmi a tal punto che adesso ho oltre 100 tagli in tutto il corpo,sono arrivata a tagliarmi anche la faccia dicendo a mia madre che ero caduta…mi taglio tutti i giorni non riesco a stare senza ho provato più volte a smettere anche con l’aiuto dei miei amici ma non ci sono mai riuscita… sono ormai 2 anni che mi taglio è il mio corpo è ricoperto da cicatrici di ogni tipo

    • Rosalia Giammetta

      Sarah, io immagino le cicatrici sul tuo corpo e quelle dentro di te. L’aiuto dei tuoi amici è importante. Pensa però se è giunto il momento di un aiuto specialistico.

  • Susanna

    Sono un ex insegnante (in pensione da quest’anno) ho scoperto che un buon 30% dei ragazzi della mia ex-classe, ora in terza media si taglia. Vorrei aiutarli e comunicare ai loro genitori, nel modo più opportuno, la cosa. Temo che alcuni di questi abbiano reazioni sbagliate e sto tergiversando. Eppure devo dirlo! Ho parlato a lungo con i ragazzi per avvisarli del fatto che sapendo una cosa così importante su di loro non posso tacerla ed essi hanno compreso la mia situazione. Come dirlo senza fare pasticci?
    grazie

    • Rosalia Giammetta

      Susanna, io parlerei con i ragazzi ancora e ancora, perché dovrebbero essere loro a decidere come dirlo ai genitori.

  • amina

    mi taglio da poco, diciamo che rima preferivo non essere salvata, ma poi ho realizzato che mi fa solo male e così chiedo aiuto.. per favore aiutatemi

    • Rosalia Giammetta

      Amina, io accolgo la tua richiesta e hai assolutamente ragione quando dici che tagliarsi fa solo male. L’unico aiuto che posso darti è un incoraggiamento a cercare un professionista nel posto dove abiti.

  • Eva

    Ciao, sono Eva, ho 14 anni e sono passati circa 4 mesi da quando ho cominciato a tagliarmi e non riesco a smettere, vorrei (se possibile) in qualche modo aiutarmi da sola, gli unici “amici” che per sbaglio lo hanno scoperto mi prendono in giro e non mi capiscono. Non vorrei parlarne con i miei genitori perché sono sicura che neanche loro capiranno, sono un po’ severi e sicuramente mi puniranno senza neanche cercare di comprendermi. Ma so anche che da sola non risolverò niente, per favore dammi un consiglio…

    • Rosalia Giammetta

      Eva, trova uno psicologo o un neuropsichiatra infantile al consultorio o in qualche centro per gli adolescenti. E prova a parlare con i tuoi genitori, a fare capire loro che stai male. Certo, non sentirsi capiti è brutto ma che altro puoi fare se non rischiare?

  • roberta bencini

    IO CREDO CHE L’ADOLESCENZA SIA UN PERIODO TERRIBILE. ANCHE IO PUR NON TAGLIANDOMI HO SOFFERTO MOLTO TRA 14 E 16 ANNI.
    sOLO LA MIA 4 FIGLIA HA QUESTO PROBLEMA E VOGLIO DIMOSTRARLE TUTTO IL MIO AMORE, ANCHE NON ANDANDO A LAVORARE.
    lEI NON è SOLA TUTTA LA NOSTRA FAMIGLIA, I TERAPEUTI GLI AMICI LE SI SONO STRINTI INTORNO, MA IO HO TANTA PAURA LO STESSO…
    pERCHè SE COLPISCE TANTE ADOLESCENTI NON CREARE SITI E FORUM DI INCONTRO TRA LORO, CON ESPERTI , GENITORI?

    • Rosalia Giammetta

      Gentile Roberta, spero che sua figlia ne venga fuori. L’idea del forum aperto a genitori e figli potrebbe essere buona, ma non basterebbe a uscirsene: servirebbe a fare informazione. L’unica strada, impervia e lunga, è consultare uno specialista.

  • roberta bencini

    Ho una figlia di 14 anni che si è tAagliata alcune volte.
    E’ la mnia 4 figlia , la mia cucciola sono disperata.
    La vede un PSICOLOGA E SONO VICINO A LEI SEMPRE.
    VI PREGO PARLATENE CON I VOSTRI GENITORI O FRATELLI O SORELLE PIù GRANDI, NON TENETEVI DENTRO QUESTO SEGRETO, VI PREGO DA MAMMA.
    nON è VERO CHE A NESSUNO IMPORTA DEI VOSTRI PROBLEMI, CHIEDETE AIUTO VI PREGO…
    pOTREMMO ORGANIZZARE UN FORUM E AIUTARE CHI NON HA DAVVERO IL CORAGGIO DI PARLARNE.
    sE VOLETE SCRIVETEMI, MA NON STATE SOLI, GLI ADOLESCENTI SONO IL NOSTRO FUTURO….
    SPERO CHE TUTTI POTRETE TORNARE A ESSERE SERENI, COMPRESA MIA FIGLIA.
    VI ABBRACCIO TUTTI FORTE FORTE
    SIETE PREZIOSISSIMI AMATEVI

  • Anonimo.

    Io h 13 anni e mi tagli da 6 mesi… Tutto e iniziato da quandofacevo la 5 elementare..venivo esclusa nessuno mi parlava e mi insultavano io ci stavo male ma pensavo che tutto poteva cambiare in 1 media. quando i passai tutti mi erano amici ma erano falsi dicevano di esserlo ma non era cosi avevano fatto anche un gruppo contro di me..ma non ci facevo tabto caso..Passata in 2 media mi arrivarono messaggi e chiamate anonime che dicevano muori strega brutta cicciona,(io sono bulimica) da li iniziai molto spesso a guardarmi allo specchio e continuavo a dirmi sei brutta sei grassa fai schifo dopo un po di tempo iniziai ad avere paura di quello specchio che non riffletteva la mia immaggine..Passata anche in 3 Media Mi arrivarono dei video anonimi che avevano fatto contro di me e su quel video c ero io che venivo insultata dagli altri e poi venivo inculata da un cane….. da li me lo ricordo bene mi crollo il mondo adosso. Era un Sabato presi quella lametta “la mia amica” e iniziai con 2 tagli ma li feci profondi..da li le cose peggiorarono.scoprirono che lo facevo ma io dicevo che era il gatto del vicino e loro.ci credevano sono sempre stata brava a mentire fino a quando non iniziai a fare piscina e a quel punto visto che ero ricoperta di tagli dissi che ero caduta ma una mia “amica” se ne accorse e lo disse.a.tutti fopo avermi dato.della pazza della stupida e alla fine.la cosa che mi fece piu male erano quelle parole ESIBIZIONISTA…Due giorni dopo mi arrivo un altro.video.di me che mi tagliavo..caddi in depressione e 2 Settimane dopo tentai il suicidio ma venni fermata all ultimo momento..mia madre non lo sa e ogni giorno vivo con la paura di essere scoperta, e di cosa possa dire quando lo scoprira ho paura della sua reazione…Ancora oggi temo mi taglio, e un po sono risollevata di aver scritto in questo sito web in cui nessuno sa chi sono..Questa e la mia Storia.

    • Rosalia Giammetta

      Anonima che hai tredici anni, mi descrivi un incubo. Io non posso fare altro che consigliarti rivolgerti a qualcuno per farti aiutare. Stai soffrendo più di quello che è lecito per la tua età.

  • Jessica

    Ciao a tutti ho 15 anni e sono figlia unica, mi sento molto sola non ho amici,e ho poca autostima di me stessa, mi odio, mi faccio schifo, poi oggi i miei genitori mi hanno anche sgridata e sto male.
    Vorrei tagliarmi ma, non ne ho il coraggio più che altro mi graffio e a, volte vorrei anche suicidarmi penso che forse non importerebbe a nessuno anche se lo facessi, forse sarebbe meglio per tutti.
    Vorrei solo chiudere gli occhi e non risvegliarmi più, vorrei solo sparire così non darei più fastidio a nessuno.

    • Rosalia Giammetta

      Cara Jessica, graffiarsi è una soluzione solo apparente. Non è questione di coraggio, secondo me. Fatti aiutare, però. Hai una vita sola.

  • M.a.m

    Ciaoho 15 anNI, soni figlia unica e non ho molti amici….a novembre mi sentivo molto sola…pensavo che se sarei morta nessuno sarebbe venutp al mio funerale…poi oarlandone con mamma mi sono sentita meglio….durante matale mamma ha iniziato a distaccarsi da me…la sentivo lontana e l unico momento in cui parlavamo era quando litigavamo fino a quando non , mi sono tagliata un mese fa….in seguito ad una accesa discussione con , mia madre…la prima volta mi sono tagliata con la forbice, mi facevo molto male ma n9n mi sentivo soddisfatta perche non usciva il sangue, a san valentino l ho rifatto ma questa volta con con la lametta…..oggi continuo a farlo…ogni volta che li faccio non provo dolore anzi mi metto a ridere davanti allp specchio….prima di tagliarmi mi ingozzo di cioccolata e dolci poi provo a vomitare ( anche se non ci riesco, ho provato di tutto dalle dita in gola al caffè col sale)….le mie amiche e i miei genitori lo sanno.,..si arrabbiano pure ma io non ce la faccio a smettere….mi vergogno a dire che a volte quando esce il sangue mi piace leccarlo, quel sapore mi fa sentire bene…cosa che nessuno sa fare….vorrei trovare un modo per uscire da questo vixio ma no ci riesco…resisto 3 giorni per poi tagliarmi dinuovo…..quello di cui ho realmente bisogno è un po di amore….da quando mi taglio inizii anche ad andare make a scuola…faccio filone e fumo di tanto in tanto….ora ho bisogno di aiuto.!

    • Rosalia Giammetta

      Cara M.a.m, certo che hai bisogno d’aiuto! Distruggerti non ti farà stare meglio, anzi. Parla di nuovo con tua madre e rivolgetevi a un professionista.

  • Anonima

    Ciao, ho quattordici anni e credo di essere uscita dall’autolesionismo, ma devo essere sincera, spesso ho ancora questo “bisogno”, ma poco importa dato che riesco sempre e comunque a impormi di non farlo. Il problema è che la mia migliore amica, anche lei uscita dall’autolesionismo da molto poco, ha questo “bisogno” più costantemente di quanto ce l’abbia io, e non riesce sempre a contrastarlo; ho notato che spesso non ci riflette neanche su ciò che sta per fare, da per scontato che sia una cosa normale, io l’ho invitata a pensarci su, ma non credo sia bastato. Inoltre lei si vede grossa, io le ho spiegato che non dev’essere per forza magrissima, anche se lo è ed è davvero orribile vederla così piccola, così fragile e non poterla aiutare in nessun modo. Dirlo ai suoi genitori non è proprio il caso, i suoi la metterebbero in punizione… Cosa posso fare?

    • Rosalia Giammetta

      Capisco quanto possa dispiacerti vedere la tua amica stare così. Puoi provare a starle accanto e, soprattutto, a farle capire che tagliarsi non è vita.

  • Anonima99

    Ciao,ho 14 anni e mezzo e mi taglio. non è che mi taglio proprio,mi graffio molto. non so nemmeno io perchè ho iniziato a farlo,ma sono sicura che uno dei motivi principali è perchè non ho autostima di me stessa e sono molto negativa. mi faccio schifo anche se le persone dicono che sono una bella ragazzina,e poi ho anche alcuni problemi di salute e quindi penso che vada tutto male. sono ansiosa e a casa mia qualche volta ci sono discussioni,e a me fa male sentire litigare i miei. Forse lo faccio per attirare l’attenzione visto che ho l’autostima di me stessa sotto terra,e nessun ragazzo mi ha ancora guardata…voglio capire almeno il perchè lo faccio,perchè da semplici graffi fra un po’ di tempo magari salteranno fuori dei tagli. grazie mille <3

    • Rosalia Giammetta

      I motivi per tagliarsi possono essere tanti. E alcuni essere tanto nascosti dentro di sé che arrivare a coglierli è troppo difficile. Uno può essere la critica feroce che fai a te stessa. Mia cara Anonima, per trovare una via d’uscita chiedi aiuto a un professionista.

  • Olivia.

    Salve. Soffro di autolesionismo, ho un sacco di problemi, ogni giorni vengo presa in giro anche da gente sconosciuta, e non ce la faccio più. I miei non mi manderebbero mai e poi mai dallo psicologo, e non avendo 18 anni non posso andare da sola. Sto impazzendo, e non posso fare niente, mia madre ha appena finito di insultarmi. No, non c’è veramente nessuno che può aiutarmi, non ho nemmeno un amico, ho grossi problemi a socializzare. I miei naturalmente non penderebbero un centesimo per mandare la propria figlia “malata” da uno strizzacervelli, è già tanto se vado una volta all’anno dal parrucchiere. Ho tentato il suicidio 2 volte, fallendo, ma lo penso costantemente. Non so nemmeno perché sto scrivendo, credo solo che abbia bisogno di sfogarmi, anche se non credo che questo cambierà la situazione. Molte volte spero di morire. So di essere grave, ma come ho già detto prima, non posso farci nulla, ormai sono una fallita senza speranza, e non posso considerare questa “vita”.

    • Rosalia Giammetta

      Hai ragione, Olivia, non è vita. E’ però l’unica che hai. Capisco la complessità e la gravità della tua situazione. Prova a rivolgerti al consultorio o a un centro per adolescenti: trattandosi di strutture della Asl, non paghi o paghi una cifra molto contenuta.

  • Clarissa.

    É incredibile pensare e riflettrrr a tutto questo, adesso.
    La mia gamba ormai é un campo da battaglia, provocata da me.
    Non so perché ho iniziato, la pressione, i pregiudizi, la falsitá, il mio corpo.
    Tutte cose che mi circondano.
    Sono grassa e odiata, nessuno mi capisce.
    Lo sa solo il mio migliore amico, ma non voglio andare da nessuno. Io sto bene con i miei 16 anni sulle spalle.
    Mi é venuto l’istinto, anche se il mio dolore non é cosí grande.
    L’ho fatto per sfogare la mia tristezza.
    Mi sono tagliata con una lametta da barba, non sono profondi, sinceramente non sono nemmeno sicura di potermi chiamare autolesionista.
    Scusate per lo sfogo.

    • Rosalia Giammetta

      Beh, Clarissa, al di là del tagliarsi o meno, fossi in te, una chiacchierata con uno psicologo me la farei. Vivere senza sentirsi capiti da nessuno e avvinti dalla tristezza non mi sembra bello.

  • Anonimo

    Ciao ho 12 anni. Da qualche mese sto vivendo un momento difficile ma nessuno mi capisce, ho provato a parlarne con mia sorella ma lei non mi capisce e dice che è solo la pubertà. Ma io credo proprio di no perchè sto veramente male e in questi giorni sto pensando di iniziare a tagliarmi non so perchè non mi era mai successo.
    Non so se è per la pubertà o per me ma ho una gran voglia di farmi del male, di mettermi a piangere su un angolo con le cuffie.
    Vorrei tanto un consiglio non so se devo resistere anche se non ce la faccio o iniziare a tagliarmi per farmi passare il dolore.

    • Rosalia Giammetta

      Chiedi ai tuoi genitori di accompagnarti da uno psicologo, perché vuoi parlargli di cose che ti fanno stare male. Vedrai che capiranno,

  • jasmina

    ciao… io quando avevo 12 anni ho conosciuto ragazzi più grandi di me che si tagliavano e non lo facevano per dolore o sofferenza ma si scrivevano nomi o frasi con il coltello. ancora oggi non ho capito perchè lo facevano. a giugno mi sono tagliata per la prima volta. adesso ho 17 anni. l’ho fatto la prima volta per vari motivi: era finita la scuola non potevo più vedere i miei amici, il mio migliore amico doveva andarsene e avevo litigato con mio padre. mi ha detto parole veramente forti e sono andata in bagno a piangere. alzando lo sguardo ho visto la lametta e ho pensato ai ragazzi che si tagliavano. io l’ho fatto perchè volevo morire… iniziai a tagliarmi e pensai a mia madre l’unica ragione che ho di vivere. mi provocai solo un piccolo graffietto. avevo mandato un messaggio al mio migliore amico e lui mi ha chiamato e mi ha fatto sentire un pò meglio. ho promesso ai miei amici più stretti di non farlo mai più e non l’ho fatto fino al 22 gennaio di quest’anno. questa volta ci sono tanti motivi: mamma con un tumore, litigi una continuazione a casa, amici che mi abbandonano uno ad uno e il motivo che mi ha spinto a farlo è stato un falso amico che mi ha preso in giro (adesso non voglio raccontare cosa ha fatto). cercai come una pazza le lamette.. non le trovai presi le forbici ma non riuscii a tagliarmi e cercando in bagno ho trovato le lamette. mi chiusi in camera mia e feci 10 tagli al braccio sinistro. questa volta non volevo morire… questa volta avevo bisogno di dolore… di sfogo sulla mia pelle… uscii sangue sangue sangue e scesero lacrime. non volevo fermarmi ma mi fermai andai a lavarmi il braccio e mi sentii bene. forse alcuni dicono che sono pazza ma è l’unica cosa che mi fa stare bene. non ho amici disposti ad ascoltarmi nè una famiglia più attenta nei miei confronti. a scuola va tutto male e odio la mia vita. ne ho parlato con un ragazzo che sto conoscendo adesso e mi ha fatto promettere di non farlo più altrimenti lo avrei perso. io ci tengo tanto a lui e non voglio perderlo. una mia amica che lo sa in un litigio ultimamente ha detto che faccio sempre la vittima. adesso penso al suicidio. non mi taglio un’altra volta perchè non voglio perdere nessuno più ma voglio morire. questa vita mi ha tradito sono venuta al mondo per soffrire. certe volte non ragiono più. è come se qualcuno prende le scelte al mio posto. ho paura di suicidarmi un giorno e voglio un aiuto. non ne voglio parlare con i miei perchè non capiranno. voglio vedere uno psicologo ma devo parlarne con i miei e non ho il coraggio di farlo. mi prederanno per pazza. sto perdendo la voglia di fare qualsiasi cosa e voglio salvarmi. la prego cosa posso fare. la mia vita va malissimo aiutatemi. per favore.vi prego rispondetemi. vi prego….

    • Rosalia Giammetta

      Rivolgersi a uno psicologo non vuo dire essere pazzi. Vuol dire essersi stufati di star male e cominciare a pensare che le cose possano andare un po’ meglio. E’ un ottimo proponimento.

  • Ho 12 anni…Mi taglio da 6 mesi,nn so come smettere i miei nn sanno niente,mentre le mie amiche ,be anke .alcune di loro si tagliano…nn so come uscirne senza che i miei genitori lo vengano a scoprire.
    Chiedo aiuto,grazie.

    • Rosalia Giammetta

      A 12 anni sei troppo giovane per uscirne da sola, soprattutto se anche alcune tue aniche si tagliano. Trova la forza di dire ai tuoi genitori che hai bisogno dell’aiuto di qualcuno.

  • Elena

    Ho 15 anni e mi taglio da ottobre.. Vado da una psicologa da luglio, non le ho mai parlato con lei ma vorrei farlo, al tempo stesso (pur sapendo del segreto professionale) ho paura che possa raccontare tutto ai miei genitori.. Vorrei tanto dirlo a mia mamma, farmi aiutare, uscirne, essere finalmente una persona normale e accettarmi…
    Scusate per il disrurbo

    • Rosalia Giammetta

      Elena, comincia col dire alla tua psicologa che hai difficoltà a parlare con lei di alcune cose che ti fanno soffrire. Pian piano ti fiderai di più.

  • Francesco

    Buongiorno. Sono un ragazzo depresso, oggi mi è venuta voglia di autolesionarmi, ma ho resistito. Ho letto questo forum e mi sono ripromesso di non autolesionarmi. Ma ho paura di non riuscire a mantenere la promessa. Mi dirà di andare da uno psicologo o cose così..ma ci vado già. Il problema è che non riesco a raccontare niente. Racconto solo come è andata la settimana. Non riesco proprio a raccontare ciò che ho dentro. Trovo che sia inutile andarci e i miei genitori pagano non poco per mandarmici.
    Altra cosa che volevo dire è che la mia ragazza si autolesiona. Non voglio che lo faccia, mi preoccupo troppo. Ha avuto un infanzia per niente felice. Non le ho mai detto di smettere di tagliarsi, ho capito che non serve a niente dirglielo. Le ho detto di andare da uno psicologo ma non mi ha prestato ascolto. Non so cosa fare.
    Inoltre ultimamente ho scoperto che alcuni miei amici si autolesionano.
    Tutto questo aumenta la mia depressione. Tutto ciò che si manifesta emotivamente su di me, si manifesta anche fisicamente. E mi capita di non andare a scuola per questo. E ciò influisce sul mio andamento scolastico.
    Non so cosa fare.

    Cordiali saluti.

    • Rosalia Giammetta

      Francesco, trova un modo per parlare di te con lo psicologo da cui vai: se non riesci a farlo a voce, scrivigli o fargli ascoltare delle canzoni che secondo te spiegano come ti senti. Se non sa cosa provi e cosa pensi, nessuno potrà aiutarti. Chiediti perché fai fatica a confidarti: non ti fidi, ti vergogni? Cosa ti frena?

  • mary

    sono un’autolesionista da ormai cinque mesi, sto davvero male e a nessuno importa. mi sento sola, stanca depressa. mi guardo allo specchio e in quegli occhi vuoti non vedo niente. nulla di cui una volta era voglia di vivere, di continuare, di amare. vedo solo un mostro e non ce la faccio più, ho tredici anni sono anche bulimica e ho tentato il suicidio. adesso ho conosciuto demi lovato che mi aiuta davvero e le sono grata, ma ora sto scoppiando. non pensavo davvero che sarei arrivata a questo punto…

    • Rosalia Giammetta

      Uscirsene da soli da problemi di questo tipo, Mary, è davvero difficile. Chiedi aiuto a un professionista. E parlane con i tuoi genitori, digli che hai bisogno di aiuto.

  • Maria

    Ho intenzione di buttare le lamette. Le tengo nascoste in un posto segreto. Sono più di due anni che mi faccio tagli “occasionali”, solo per gli avvenimenti tristi, non pensavo fosse una vera e propria dipendenza. Non trovavo autentici motivi per smettere. Ora capisco che il mio corpo è troppo importante per rovinarlo così, e per rischiare infezioni. Ho anche l’anemia per mancanza di ferro.
    Smetterò di ricorrere al dolore su me stessa. Voglio anche donare il plasma per aiutare le persone che hanno davvero bisogno.

  • Stefania Sardisco

    la ragazza di mio figlio oltre che ad essere una tossica (dice di voler smettere) ho scoperto che si taglia e sono molto preoccupata. Lui non è in grado di comprendere o aiutare una ragazza tanto problematica. Potrebbe avere delle conseguenze su di lui? lui è profondamente sensibile…..cosa posso fare?

    • Rosalia Giammetta

      Io proverei a far ragionare suo figlio sui motivi per cui ha scelto di stare con una ragazza così in difficoltà.

  • Due mie amiche si tagliano per motivi gravi e questo l ‘ ho scoperto solo pochi giorni fa,e questo mi fa star male perché le vorrei AIUTARE…………ma non so come ?!? :'(

    • Rosalia Giammetta

      Elisa, immagino il tuo stupore e il tuo dispiacere. Cerca di stare accanto alle tue amiche. Fagli capire che, oltre al tuo aiuto, serve loro il sostegno di un professionista (psicologo o neuropsichiatra infantile, privati o del consultorio). Un’altra cosa, Elisa: pensa anche a te, al tuo benessere e alla tua vita, non solo alle tue amiche che stanno male.

  • Anonimo

    Ciao ho 14 anni e mi taglio. Il motivo e che forse non mi accetto così come sono. Mi piace un ragazzo ha 21 anni, diciamo che è un anno che mi piace. Sto male non so che cosa fare.

    • Rosalia Giammetta

      Mio caro anonimo, rivolgiti a uno psicologo o a un neuropsichiatra infantile (pubblico o privato) e cerca di capire meglio cosa ti impedisce di accettarti per come sei. Danneggiare il tuo coropo non te lo farà amare di più.

  • giulia

    salve, io ho 16 anni. Purtroppo ho iniziato a tagliarmi alcuni mesi fa e l’ho rifatto solo oggi. Ci sono momenti che ne sento il bisogno ma non capisco neanche io il reale motivo. Mi piace un ragazzo più grande di me, forse troppo e a volte credo di fare ciò solo per avere l’illusione che così si preoccuperà di più per me. Lui non ne è a conoscenza. Sa che a volte mi sento sola ma non sa ciò che arrivo a fare. Non lo sa nessuno è un segreto che ho con me stessa eppure vorrei dirglielo almeno a lui ma probabilmente ho paura che mi giudicherebbe. Nè la mia nè la sua sono state infanzie semplici, ma lui non è arrivato a nulla del genere. Giuro a me stessa che non rifarò più nulla del genere, ma mi resta comunque il pallino di voler qualcuno che si preoccupa per me. Penso di essere così infantile quando dico queste cose ma è ciò che sento. Inoltre in questo periodo ho ricominciato a pensarci a causa di un amico che ho scoperto che si autolesiona. Paradossalmente cerco di far smettere lui quando invece più ci parlo e più a me torna in mente di farlo. Sto provando attraverso di lui a tirare su anche me… Spesso quando uscivo con il ragazzo che mi piace mi inventavo delle scuse ma mi faceva comunque piacere che lui si preoccupasse per quei tagli. Credo sia questo il problema. Ricerco qualcuno che abbia bisogno di me che si preoccupi per me oltre a me stessa. Non direi nulla a nessuno quindi cosa posso iniziare a pensare e a fare per uscire dalla situazione?..grazie per l’aiuto

    • Rosalia Giammetta

      Cara Giulia, l’unico aiuto che posso darti è consigliarti di rivolgerti a uno psicologo o a un neuropsichiatra, con cui potrai ragionare sui motivi per cui essere aiutata da qualcuno e al tempo stesso aiutare è per te così importante e sui motivi per cui non ci riesci con modi che non siano il farti male.

  • ho 14 anni.
    mi taglio,si. è diventata una dipendenza,non so come uscirne. mi fa stare davvero meglio tagliarmi. non so e come uno sfogo per me, alessia la mia migliore amica è davvero dispiaciuta per me.. ogni santo giorno mi chiede come sto.. mi taglio da 5 mesi, il motivo perché mi taglio e perchè non mi trovo bene con il mio corpo..In poche parole mi odio, le persone possono prendermi per pazza, ma credetemi non lo sono. i mie non sanno nulla, e non voglio per nulla che lo sanno..
    voglio solo essere aiutata, nel senso di uscirne fuori..

    • Rosalia Giammetta

      Silvana, io non penso affatto che tu sia pazza. Capisco che a 14 anni a volte è difficile avere un rapporto di accoglienza con il proprio corpo e penso sia difficile trovare le parole per descrivere come ci si sente, perché uno non lo sa neanche come si sente. L’unico consiglio che posso darti è di rivolgerti a un professionista, uno psicologo o un neuropsichiatra.

  • Eva

    Un mio caro amico mi ha confidato di aver scoperto che sua sorella si taglia. Dal momento in cui l’ha scoperto ha cominciato a “rubarle” tutte le lamette che usava. Secondo lei questo é un buon metodo per farla smettere? Io penso che invece di aiutarla stia solo peggiorando la sitiazione, ma non so, magari sbaglio.

    • Rosalia Giammetta

      Secondo me, la strategia del tuo amico non risolve il problema. La sorella ne comprerà di nuove o troverà altri modi per farsi male. Meglio un colloquio con uno psicologo.

  • Ciao,sono una ragazza di 13 anni è mezzo è soffro di autolesionismo da quasi un’anno,ho problemi a casa…con i miei genitori,ho perso la fiducia ,di mia madre e del mio papà che provavano verso di me,stò con con un ragazzo da 4 mesi lui mi diceva sempre ;cosa hai fatto?dimmi io sono qui! bhee quando c’e l’ho detto mi ha detto ;MA SEI PAZZA?! anche lui non ha capito cosa provo ,cosa ho dentro di me,ho una guerra è io stò perdendo! :(

    • Rosalia Giammetta

      Cara Anonimo2000, la tua è una guerra durissima. Lottare da soli è difficile, troppo. Fatti aiutare da un professionista (psicologo o neuropsichiatra). Rivolgiti al consultorio del posto dove vivi o al servizio di neuropsichiatria infantile.

  • anonimo

    ho 13 anni.
    mi taglio,si. è diventata una dipendenza,non so come uscirne. mi fa stare davvero meglio tagliarmi. la mia migliore amica è davvero preoccupata,non l’avevo mai vista così. sembra terrorizzata,mi controlla sempre.
    i miei genitori non lo sanno,e non intendo dirlo.
    sto facendo un giro di parole senza senso. il punto è,vorrei uscirne davvero,ho visto le cause che comporta l’autolesionismo ovvero come noi giovani diciamo “tagliarsi” può causare anche la morte, e mi sto davvero spaventando.
    scusatemi voglio un consiglio. “vorrei”

    • Beh, l’unico consiglio che posso darti è di chiedere aiuto, non a un sito ma a un professionista in carne e ossa, si tratti di uno psicologo e un neuropsichiatra. Non ci sono soluzioni magiche che posso darti. Cerca uno psicologo. E di’ ai tuoi genitori che ti serve aiuto.

  • Clara

    Credo che possa anche capitare una sola volta e rendersi conto che fa male all’anima vedersi dei tagli sulla pelle, è umiliante nei confronti di se stessi questo gesto, ed in fondo è la spinta interiore a coccolarsi e a consolarsi dopo averlo fatto, dobbiamo volerci più bene, rispettarci e perdonarci. Io non lo farò mai più, lo prometto a me stessa, e cercherò di trovare la pattumiera giusta nel quale buttare il bisturi e la strada giusta per trovare la serenità, ma la troverò solo alleandomi con me stessa, lottando per me e non contro di me. Grazie.

  • antonio69

    salve , mia figlia di 14 anni da un po di tempo che si taglia , tutto e cominciato a causa di una compagna che aveva problemi in famiglia , e le lo faceva da allora ha cominciato anche oggi mentre riposavoo x caso ho controllato il cell di mia figlia e ho scoperto che messaggiava con una sua compagna , ofggi assieme ha mia moglie abbiamo deciso di portarla da un professionista , il tutto ci fa star male e siamo preoccupati , vorremmo un consiglio ho indicazioni x come affrontare la situazione ,noi siamo una famiglia unita , forse troppo apprensivi ma uniti , aiutatemi grazie

    • Gentile Antonio, ha fatto benissimo a rivolgersi a un professionista. La cosa migliore è che concordiate tutti insieme (il collega, voi, vostra figlia) cosa è meglio fare. Spero che pian piano la situazione migliori.

  • Emma

    ciao, ho 14 anni ed è circa un anno che mi taglio. ho iniziato a farlo quando le mie tre uniche amiche hanno voluto chiudere con me, mi sentivo sola, triste, non avevo nessuno con cui parlare e il farmi del male mi sembrava l’unico rimedio. poche settimane fa mia sorella è stata ricoverata per tossicodipendenza, io, assieme ai miei genitori, abbiamo passato dei mesi d’inferno, ma adesso lei sta per entrare in comunità e “sta bene”. io mi taglio ancora e non so come dirlo ai miei, non voglio dargli ulteriori problemi. non ho nessuno con cui parlarne, passo le mie tristi giornate in casa, a piangere e farmi del male. il mio andamento scolastico sta peggiorando e non riesco a dare una spiegazione plausibile ai miei genitori, ho solo bisogno che qualcuno mi aiuti, prima che sia troppo tardi..

  • MARIA ELEONORA PACIERE

    ciao , io ho 14 anni e mi taglio da un anno su ogni parte possibile del mio corpo.. Ho problemi in famiglia e mi piace un ragazzo ma lui mi ha illusa e non riesco a dimenticarlo .. vorrei andare da un’opsicologo ma i miei non mi portano sto impazzendo le mie amiche cercano di aiutarmi ma io appena sono da sola in casa mi taglio ascoltando la musica e soffro cosi tanto che mi faccio schifo da sola .. cerco aiuto

    • Mia cara Maria Eleonora, il sostegno degli amici è importante ma in questi casi non basta: questo però l’hai già capito. Prova a spiegare ai tuoi genitori che stai male e che hai bisogno dell’aiuto di qualcuno. Parlaci. Se non vuoi o non conosci nessuno psicologo nella città dove vivi, c’è il servizio pubblico, cioè il Centro di salute mentale.

  • Simona

    Io vorrei chiedervi una cosa…non mi taglio da qualche giorno, ma ho spesso mal di testa, soprattutto quando sono da sola con me stessa…è dovuto al fatto che non mi taglio? E soprattutto come faccio a sopportare il mal di testa?
    Grazie dell’attenzione e scusate l’intrusione

  • Alfredo

    La mia fidanzata (a distanza) si taglia, come posso aiutarla a smettere o ridurre la dipendenza? Senza psicologo o simili

    • Caro Alfredo, purtroppo non esistono “istruzioni” di questo tipo. Se vuoi aiutare la tua fidanzata, l’unica cosa che puoi fare è farle capire che ha bisogno dell’aiuto di un professionista. In questo modo aiuti anche te, perché non è una situazione di cui puoi farti carico da solo.

  • Wolf Running

    non per contraddire cio che è stato scritto ma è giusto che sappiate che non solo i giovani si tagliano….ho 45 anni mi taglio da quando ne avevo 16….sino ai 32 ho continuato tra alti e bassi, per poi smettere.Ho ripreso 3 mesi e mezzo fa…il più lesionato è il braccio sinistro…ma ieri sera ho provato il desiderio di tagliarmi il viso per evidenziare che non sono niente e non sono nessuno. Non c’è cura ne terapia che possano colmare il buco nero che ho dentro…come un cancro che consuma l’anima giorno per giorno.

    • Non vedo nessuna contraddizione. Purtroppo sono tante le persone adulte che si tagliano e non sempre la psicoterapia è efficace. Dirlo mi sembra semplicemente realistico.

  • ciao, mi taglio da quando avevo 12 anni. All’inizio non usciva il sangue e io non sapevo il perchè, erano graffi molto intensi, fatti con la lametta del temperamatite. I miei si sono separati, non ho amici , a scuola mi menavano mi prendevano in giro. Oggi sono due anni che lo faccio e voglio uscirci ma sono sola!!! Aiutatemi. Vi prego.

    • Gentile Adriana, mi dispiace per la situazione di cui parli e la solitudine in cui vivi. L’unico consiglio che posso darti è quello di rivolgerti a uno psicologo (del Servizio sanitario nazionale o del settore privato) e cominciare una psicoterapia.

  • Opi

    La prima volta che mi sono tagliato è stata quest’inverno, mentre preparavo un esame universitario. Era un brutto periodo, avevo tristezza e abbattimento abbastanza immotivat…nel senso, qualche problema lo avevo, ma non così grave da avere reazioni simili. Una mattina mentre cercavo di studiare, fui preso dall’abbattimento perchè quella facoltà non mi appassionava (ho preso infatti la decisione di cambiarla)e senza quasi rendermene conto cercavo di tagliarmi il braccio, dal lato delle vene e dall’altro, con una chiave che avevo sulla scrivania. Non riuscivo a farmi uscire sangue, mi procuravo solo degli arrossamenti, così sono andato in bagno e mi sono procurato dei tagli con un rasoio da barba lungo tutto l’arco dell’avambraccio, così sparsi. Interpretai quell’episodio come uno sfogo di rabbia nei confronti di me stesso per non aver avuto il coraggio di tagliarmi le vene ed ammazzarmi. Piansi, mi vergognai profondamente, ne parlai con un paio di amici, i più importanti, che ebbero reazioni diverse l’uno dall’altro, chi più aggressiva, chi più comprensiva, chi più preoccupata. La mia paura più grande era ed è tutt’ora quella di sentirmi dire che sono stupido, o pazzo, oppure, peggio ancora, che faccio tutto questo per attirare l’attenzione. Il mio migliore amico per i primi giorni cercò di aiutarmi perchè si spaventò. Ho deciso di cambiare facoltà, quindi lasciato quella che frequentavo e ho interrotto la relazione che avevo con una ragazza che non sopportavo più e che mi risultava molto opprimente. Tagliai fuori dalla mia vita ciò che non andava in quel momento e cercai di cogliere il meglio, ma avevo dei crolli emotivi molto forti, piangevo durante la notte e non riuscivo a smettere. Avevo la certezza che il mio futuro mi avrebbe portato solo sofferenze, insomma è stato veramente un periodo di merda. Mi sono ammalato molte volte quest’anno, ho avuto febbre, mal di gola, tosse, però molto spesso. In una di queste occasioni mi tagliai per la seconda volta, con dei pezzi di vetro. Fu un gesto meccanico che non riesco nemmeno a spiegare, ma lo feci. Non mi fece nessun effetto là per là, poi, dopo un paio d’ore, feci una doccia e piansi a lungo. Parlai con una ragazza a cui credo piacessi perchè mi era sempre intorno. Me ne pentii immediatamente perchè mi trattò come un bambino e in incontri successivi mi sollevava le maniche per controllarmi le braccia. La terza volta mi sono tagliato una decina di giorni fa. In questo momento i problemi ci sono ed anche piuttosto grossi. In amore, in famiglia. Mi vergogno terribilmente di tutto questo, ma leggendo la descrizione che c’è in questo sito, mi sono sentito capito. Quel dolore che io provo quando mi taglio è paradossalmente un sollievo. Tutto finisce per qualche secondo. E’ molto strano da spiegare, e sicuramente è più facile così, qui, dove nessuno sa chi sono. Vorrei non capitasse più, ma me lo ero già ripromesso e poi è accaduto nuovamente. Chiedo un consiglio.

    • Grazie, Opi! Grazie per aver condiviso il tuo dolore e per aver apprezzato l’articolo. L’unica cosa che mi sento di consigliarti è intraprendere una psicoterapia per trovare altri modi di far fronte alla sofferenza.

  • Alessia

    Quando ho scoperto che una mia amica si tagliava, mi sono sentita morire. Non me ne aveva parlato perchè aveva paura di farmi schifo. Invece poi è stato meglio per entrambe. Lei ha deciso di andare in terapia.