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Scritto da | aprile 15th, 2013

Tempo perso, tempo libero, tempo passato, tempo…

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Per tutto c’è un momento e un tempo per ogni azione sotto il sole. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sbarbare il piantato. C’è un tempo per uccidere e un tempo per curare, un tempo per demolire e un tempo per costruire. C’è un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare. C’è un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per separarsi. C’è un tempo per guadagnare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per buttare via. C’è un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. C’è un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Ecclesiaste 3:1-8

tempo perso libero passato

 

 

Uno dei pregiudizi più ridicoli degli uomini comuni è quello del tempo perso. Nessun tempo perso è in realtà perso. Le ore di ozio collaborano a formare la nostra personalità come le ore di lavoro, forse meglio.

Giuseppe Prezzolini, Il centivio

 

 

Non sappiamo far uso del tempo libero recentemente conquistato; cerchiamo di ammazzare il tempo libero di cui siamo venuti a disporre, e siamo contenti quando un altro giorno è trascorso.

Erich Fromm, Psicanalisi della società contemporanea

 

Alice sospirò, stanca. “Secondo me potreste impiegare meglio il vostro tempo” disse “invece di sprecarlo con indovinelli senza risposta.”

“Se tu conoscessi il Tempo come lo conosco io” disse il Cappellaio “non ne parleresti con tanta confidenza.”

“Non so che vuoi dire” disse Alice.

“Certo che non lo sai!” disse il Cappellaio, agitando sprezzante il capo. “Scommetto che non ci hai nemmeno mai parlato, col Tempo!”

“Forse no,” rispose prudente Alice “ma so che devo batterlo quando ho lezione di musica.”

“Ah! Questo spiega tutto” disse il Cappellaio. “Non gli va di essere battuto. Se invece ti fossi mantenuta in buoni rapporti con lui, lui farebbe fare al tuo orologio tutto quello che vuoi tu. Per esempio, metti che siano le nove di mattina, l’ora di cominciare le lezioni: basta che gli sussurri una parolina, al Tempo, ed ecco che le ore volano via in un battibaleno! L’una e mezzo, ora di pranzo!” (“Magari fosse vero” si disse sottovoce la Lepre Marzolina.)

“Certo, sarebbe magnifico” disse Alice soprappensiero “però… mi sa che non avrei ancora fame.”

“Dapprincipio no, forse” disse il Cappellaio “ma puoi tenerlo fermo all’una e mezzo finche vuoi.”

“E tu fai così?” chiese Alice.

Il Cappellaio scosse il capo dolorosamente. “No!” rispose. “Abbiamo litigato lo scorso marzo… proprio prima che quello lì impazzisse, sai…”(indicando col cucchiaio la Lepre Marzolina) “… fu al gran concerto dato dalla Regina di Cuori, dove io dovevo cantare:

Brilla, brilla, pipistrello!

Sarai topo o sarai uccello?

Forse la saprai, questa canzone?”

“Ne ho sentita una simile” disse Alice.

“Questa continua così” proseguì il Cappellaio:

Nella quiete della sera

Voli come una teiera.

                                                             Brilla, brilla…

A questo punto il Ghiro si riscosse e si mise a cantare nel sonno “Brilla, brilla, brilla, brilla…” Non la finiva più, e dovettero dargli un pizzicotto per farlo smettere.

“Be’, avevo appena finito la prima strofa” disse il Cappellaio “che la Regina si mise a strillare: ‘Sta assassinando il tempo! Mozzategli il capo!’.”

“Che orrore!” esclamò Alice.

“E da allora” continuò il Cappellaio in tono doloroso “non vuol fare più nulla di quello che gli chiedo! Ora sono sempre le sei.”

Alice ebbe un’idea brillante. “È per questo che avete pronti tanti servizi da tè?”

“Sì,” disse il Cappellaio con un sospiro “è sempre l’ora del tè e non abbiamo il tempo di lavare la roba negli intervalli.”

Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie

 

 

PhotoCredit: koraw

 

 


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