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Scritto da | giugno 3rd, 2012

Effetto Pigmalione: come le aspettative degli altri ci influenzano

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A tutti sarà capitato, ai tempi della scuola,  di avere in classe un compagno un po’ somarello, indicato da tutti come la pecora nera. E vi ricordate come veniva trattato dagli insegnanti o dagli altri alunni? E se quella pecora nera fossa stata trattata diversamente tutto sarebbe rimasto uguale?

Ebbene, un noto ricercatore, Rosenthal, si pose tempo fa la suddetta domanda. Egli insieme alla sua equipe decisero di effettuare uno studio sulle “profezie che si auto avverano”. L’ipotesi di partenza era: se gli insegnanti credono che un bambino sia meno dotato lo tratteranno, anche inconsciamente, in modo diverso dagli altri. Di conseguenza, il bambino si convincerà pian piano del giudizio dei suoi insegnanti, per il bambino nel tempo tenderà a divenire esattamente come gli insegnanti lo avevano disegnato.

Per cui lui con la sua équipe americana mise in piedi un esperimento di psicologia sociale all’interno di una scuola elementare. Per prima cosa sottopose un test di intelligenza agli alunni della scuola. Successivamente selezionò, in maniera casuale e senza badare all’esito del test, un numero ristretto di alunni, ed informò gli insegnanti che si trattavano di bambini molto intelligenti e  che potevano aspettarsi da quei soggetti una rapida crescita delle capacità intellettive.

Dopo un anno, Rosenthal e la sua equipe ripassarono nella suddetta scuola e verificarono che gli alunni che erano stati segnalati come molto intelligenti avevano confermato le previsioni, anzi si può dire che erano andati oltre le previsioni, perché avevano migliorato notevolmente il loro rendimento, avevano fatto maggiori progressi nella capacità di leggere, ed addirittura nei test di intelligenza mostrarono un aumento del QI significativamente e decisamente superiore a quello dei loro compagni (una decina di punti). Verrebbe da gridare al miracolo!

 

Ma come è potuto accadere questo risultato?

È avvenuto grazie all’influenza positiva esercitata da parte degli insegnanti che riuscirono a stimolare negli alunni un vivo interesse negli studi, incoraggiandoli, credendo nelle loro capacità, dal momento che erano considerati i più intelligenti. Capite bene quel che è successo. L’adulto esprimendo una fiducia cieca nel ragazzo e nelle sue capacità di raggiungere l’obiettivo prefissato, fa in modo che egli lo raggiunga veramente.

Quanti di noi che abbiano avuto l’esperienza di avere dei figli o di osservare l’interazione genitore – bambino, possono aver notato che il bambino cerca spesso nello sguardo dell’adulto l’autorizzazione a fare. È facile notarlo nei bimbi tra i 10 e i 24 mesi, quando il neonato inizia a muovere i primi passi nel mondo esterno, inizia a mettersi in piedi e a prendere fiducia nelle sue possibilità, è sovente osservare che il bambino spesso cerca il consenso nello sguardo del genitore, una sorta di incitamento che parte dalla fiducia che ci riuscirà. Pensate, è proprio in questo periodo di vita che si sviluppa la fiducia di base che poi ci accompagnerà in ogni nostro passo nella vita. Nella mia attività professionale ho visto molti casi di genitori con figli affetti da malattie motorie o psichiche che non si sono scoraggiati ed hanno incitato e creduto che quella persona potesse farcela a raggiungere una certa meta, e ci sono riusciti. Perché la fiducia apre ad un mondo di infinite possibilità.

La fiducia è una parte importantissima nella nostra vita. La fiducia è un mezzo con cui possiamo arricchire la nostra vita e quella altrui, con cui si possono generare migliaia di nuove opportunità. Al contrario, invece, la mancanza di fiducia invece produce frustrazione e paralisi.

C’è un esempio molto interessante, di “dare fiducia” nel mondo. Ne è testimone Muhammad Yunus, il creatore della banca Grameen in Bangladesh. Questo signore concede prestiti ai poverissimi, aiutandoli a mettere su delle piccole imprese. Fin qui è tutto normale. La cosa straordinaria è nel rapporto con i clienti, ai quali non vengono chieste nessun tipo di garanzie, non ci sono atti giuridici che regolano i prestiti. Il rapporto con i clienti è basato esclusivamente sulla fiducia. È incredibile, vero? è così lontano dal nostro modo di pensare, ma è così, è basato soltanto sulla fiducia. Il signor Yumus ha una grande fede nelle grandi risorse dei suoi clienti, ed è fermamente convinto che se nessuno gli darà mai una possibilità queste non potranno mai esprimersi. Esistono enormi risorse latenti in ogni essere umano.

I fatti, alla fine, sembrano dar ragione al signor Yumus, poiché la percentuale di rientro dei capitali è vicina al 99%, superiore se confrontata con quella delle banche nostrane, inoltre grazie a lui migliaia di persone sono riuscite ad uscire dallo stato di povertà ed a guadagnarsi un posto al mondo da lavoratore indipendente.

Capite bene come l’effetto Pigmalione può quindi manifestarsi anche in altri ambiti, oltre che a quello scolastico, le potenzialità che questo può avere, e quanto importante sia l’effetto dinamico della fiducia nel realizzare e far concrete le proprie credenze.

 

Bibliografia

Muhammad Yunus (1998). Il banchiere dei poveri. Feltrinelli, Milano, 2000.

 


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