Promozione del benessere psicologico

chiedi una consulenza psicologica gratuita a roma

Il primo colloquio di consulenza psicologica con gli psicologi e psicoterapeuti di Qui Psicologia è gratuito. Chi non abita a Roma può fissare un appuntamento per una consulenza via telefono o via Skype.
Chiamaci oggi e Prenota il tuo colloquio gratuito!
Sarà l’occasione per fare esperienza di cosa voglia dire prendersi cura di se stessi.

Iscriviti alla newsletter di Qui psicologia

Per rimanere aggiornato sugli articoli di Qui psicologia, inserisci la tua mail nel box qui sotto e iscriviti alla newsletter:

Scritto da | ottobre 31st, 2013

Posso amare un’altra persona senza amare me stesso?

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

La mancanza di amore per se stessi cambia di molto la qualità dei rapporti con le altre persone. Quando ci accorgiamo che le relazioni con gli altri non girano, soprattutto le relazioni amorose, quando non ci sentiamo apprezzati o capiti, quando sentiamo di essere frenati da qualcosa, isolati o abbiamo paura di mostrare la nostra parte più autentica è perché non sappiamo cosa vuol dire avere amore per se stessi.

Cosa vuol dire amore per se stessi?

Heart-flower-588x867E’ un sentimento fatto di benevolenza, rispetto e riconoscimento. Significa accettarsi e stimarsi per ciò che si è, in poche parole: volersi bene, volere bene a se stessi. Il riconoscere e rispettare i propri bisogni autentici ha conseguenze profonde nel rapporti con gli altri, così come nel rapporto di coppia.

La mancanza d’amore per se stessi è un veleno per la coppia

La mancanza di amore per se stessi è un veleno vero e proprio per un rapporto d’amore che può dare origine a relazioni che, influenzate dalla mancanza di fiducia, dal dubbio, dalla diffidenza, si basano sul possesso dell’altro, oppure su una dinamica di persecuzione. Se non mi amo, infatti, non potrò mai amare liberamente, perché sarò condizionato dal bisogno ossessivo di essere amato e, contemporaneamente, dalla tendenza a rifiutare l’amore, ritenendolo sempre insufficiente.

Spesso, il destino delle coppie in cui uno dei due non si ama non è tutto rosa e fiori, anzi nella maggior parte dei casi sarà destinato all’insuccesso. È una cosa abbastanza frequente. Si tratta di coppie sbilanciate. Colui che non si ama arriva a mettere in discussione l’amore che l’altro prova per lui, non si capacita di come possa amarlo: “come è possibile che lui ami una nullità come me? Anche lui allora vale meno di quanto avevo immaginato?”. Alla fine si finisce per distruggere la fiducia e la pazienza dell’altro, fino ad arrivare a smettere di dimostrare l’amore che si prova, certi che questo non cambierà le cose. È un circolo vizioso che porta alla morte della coppia.

In alcuni casi, questa mancanza d’amore di sé può trasformarsi anche in una sorta di dipendenza  totale verso il partner, di bisogno d’amarlo a qualunque costo. In realtà questo tipo di atteggiamento nasconde  invece l’enorme bisogno di essere amati, che non potrà mai essere completamente soddisfatto.

Com’è la vita sessuale?

Anche nella vita sessuale ci possono essere delle echi di quanto detto finora. Se partiamo dal presupposto che la vita sessuale tra due persone è fondata sull’incontro di due universi, se uno dei due non ama se stesso, non si rispetta o non si stima, è normale che questo influenzerà anche l’intimità. La vita sessuale si costituisce sull’incontro di tutti i linguaggi della comunicazione:  quello dei sentimenti, dei desideri, delle emozioni, dei sensi, dell’inconscio. In un incontro sessuale la mancanza d’amore di sé, sia dall’una che dall’altra parte, può indurre a comportamenti pretenziosi, possessi. Questo comportamento  è spesso l’anticamera degli amori violenti.

Un’altra modalità di chi non si ama è quella di assoggettarsi passivamente alla volontà dell’altro per paura di perderlo. E’ quindi disposto ad accettare tutte le richieste dell’altro percependo se stesso come un semplice oggetto di desiderio e, specularmente, comportandosi nello stesso modo del partner. Spesso la mancanza d’amore di sé orienta la vita sessuale in una direzione di possessività, consumo e alienazione dell’altro.

Amami e rinascerò

“Vedo gli occhi di una donna che mi ama e non sento più il bisogno di soffrire…”

In moltissime canzoni d’amore è espresso il concetto che l’amore del partner può sopperire alla mancanza di amore di sé. Frasi del  tipo “il tuo amore mi ha salvato”, “senza te non vivo più”, ecc..

È una falsa illusione. Sentirsi amati, vivere e percepire l’amore dell’altro può farci sentire bene, fino a pensare di essere “guariti”. Può dare l’impressione che le nostre ferite o mancanze si siano alleviate, ma in realtà non è così. Sono solo state ricoperte da un velo di tenerezza, di sicurezza. Ma basta un niente per stappare il velo di cui parliamo e far riemergere i vecchi fantasmi. Infatti, quando ci portiamo dentro la ferita del non-amore si è alla ricerca di qualcuno che ci ami incondizionatamente ovvero senza condizioni.

Si potrebbe, così, sviluppare un atteggiamento che porta a mettere costantemente alla prova il partner, costringendo le parti in gioco a vivere nell’incertezza di essere veramente amati. A questo proposito mi raccontava una persona di come la sua compagna facesse di tutto perché la relazione terminasse, mettendo a dura prova il suo amore. Era come se lei gli domandasse continuamente: “Mi ameresti anche se io mi comportassi scorrettamente, se ti tradissi, se tu non avessi più fiducia in me?”. Viene da sé che un rapporto di coppia soggetto a queste sollecitazioni non può durare a lungo.

Amami, Amati, Amiamoci!

 Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta la vita. (O.WILDE)

È la possibilità di dar vita, insieme, a un rapporto creativo, aperto a tutte le possibilità insite nell’amore. Per questo non mi stanco mai di dire che in una relazione si è sempre in tre: se stessi, il partner e la relazione che intercorre tra i due partner. In un rapporto che non funziona si tende a voler gestire il “limite” dell’altro, o ci si aspetta che l’altro gestisca il nostro. In una coppia che rispetti le esigenze di ciascuno, invece, ogni partner è responsabile della relazione. Così facendo può trovare un equilibrio senza avere bisogno di definire o di alienare i bisogni dell’altro. Questo antidoto alla dipendenza e alla frustrazione ci permette insomma di essere liberi di esprimerci per quello che siamo veramente e consente a entrambi i partner di raggiungere il migliore dei risultati possibili.

 

 

Per consulenze psicologiche, psicoterapia, seminari o altre richieste, puoi scrivere a Gioele D’Ambrosio oppure telefonargli al 339.7098160.

 


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

3 commenti a Posso amare un’altra persona senza amare me stesso?

  • Angelo

    “Mi sono ripetutamente trovato di fronte al mistero dell’amore, e non sono mai stato capace di spiegare cosa esso sia (…). Qui si trovano il massimo e il minimo, il più remoto e il più vicino, il più alto e il più basso, e non si può mai parlare di uno senza considerare l’altro. Non c’è linguaggio adatto a questo paradosso. Qualunque cosa si possa dire, nessuna parola potrà mai esprimere tutto”

    Carl Gustav Jung

  • Maria Grazia Paris

    Penso che il rapporto di coppia sia una delle prove più difficili da superare nel percorso evolutivo della maggior parte delle persone. Ammesso che siano consapevoli del fatto che la vita è un percorso evolutivo. Credo infatti che proprio questa mancanza di consapevolezza sia all’origine della maggior parte dei problemi di coppia. Per esempio una coppia che nasca soltanto sulla base dell’attrazione sessuale ha scarsissime possibilità di riuscita, a meno che non scopra di condividere altri interessi più elevati in comune, ma ciò è raro. Il miglior cemento di una coppia consiste, paradossalmente, nell’ amicizia, che significa sincerità reciproca, autonomia, lealtà, senso di responsabilità, condivisione di valori e ideali, fiducia, capacità di comprendere e accettare i difetti propri e dell’altro, e di perdonare gli errori, compresa un’eventuale “infedeltà”, se si tratta di un momento di debolezza riconosciuto e non ripetuto. E infine, specchiandosi l’uno nell’altro, aiutarsi a crescere.

Tu cosa ne pensi?