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Scritto da | settembre 6th, 2012

Psicologia di Bane, l’uomo che spezzò la schiena a Batman

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Bane è il nemico che Christopher Nolan ha scelto per Batman ne Il cavaliere oscuro – Il ritorno, l’ultimo film della trilogia su Batman da lui diretta.

Nei fumetti però la battaglia tra Bane e Batman è iniziata molto prima, quando, nel 1993, la DC Comics pubblicò l’albo Batman: La vendetta di Bane. Da allora  i due si sono affrontati svariate volte, la più famosa delle quali è la saga Batman: Knightfall. In Knightfall, Bane spezza, letteralmente, la schiena a Batman. Ma andiamo con ordine. Chi è Bane?

 

Biografia di Bane

Bane è figlio di Edmund Dorrance, un mercenario che, per evitare di essere arrestato dal governo di Santa Prisca, fugge. Per salvarsi, Dorrance non esita a separarsi da una donna con cui è stato a letto e che aspetta un figlio da lui. La donna è costretta a scontare i crimini di Dorrance e viene rinchiusa a Peña Duro, un carcere di massima sicurezza: è in questo carcere che nasce Bane.

Quando ha sei anni, la madre muore e Bane è obbligato a guardare le guardie che ne gettano il cadavere nel mare infestato da squali che circonda Santa Prisca. È la prima volta che Bane vede il mondo al di fuori del carcere e ciò che lo colpisce maggiormente è il vento che gli muove i capelli.

Batman e Bane

Mmh, mi sa che questo non è Batman…

Anche lui condannato al posto del padre e senza aver commesso alcun crimine, solo, Bane considera Osito, un orsetto di pezza, il suo unico amico, ma Osito nasconde un pugnale con cui Bane si difende dai criminali che lo minacciano. A otto anni Bane compie il primo omicidio.

Bane cresce cercando di diventare sempre più forte e leggendo quanti più libri gli è possibile, in questo aiutato da un gesuita compagno di prigionia. Uccide dozzine di altri carcerati e alla fine Bane diventa l’uomo più temuto, tanto per la forza quanto per l’intelligenza, di Peña Duro. Il direttore tenta di spezzarlo mettendolo in cella di isolamento per dieci anni, un trattamento disumano che di fatto fortifica ancora di più Bane e lo rende una leggenda: ormai è il re di Peña Duro.

Gli viene iniettata una droga sperimentale, il Venom, che ha ucciso le persone che l’hanno assunta in precedenza. Bane non solo non muore, ma il Venom gli fa aumentare la massa muscolare, la forza e la resistenza, a patto che lo assuma regolarmente.

Bird, un suo compagno di prigionia, parla a Bane di Gotham City e di Batman che la protegge e semina il panico tra i criminali. È a questo punto che Bane decide di lasciare Peña Duro e di uccidere Batman: per Bane uccidere Batman equivale a liberarsi dai pipistrelli che da bambino agitavano i suoi sogni e dimostrare di non temere niente e nessuno ed essere superiore a qualsiasi uomo.

Dopo essere evaso da Peña Duro, aver studiato la personalità di Batman e averne scoperto l’identità segreta, Bane architetta un piano per eliminarlo: fa evadere i criminali dal carcere di Gotham City e aspetta che Batman, esausto dall’averli riacciuffati tutti, torni alla Batcaverna. È in questo momento che Bane spezza la schiena a Batman.

 

La personalità di Bane

Insomma, una vita travagliata quella di Bane, costretto a diventare grande in fretta, cresciuto senza figure di riferimento, contando solo su se stesso. Dopo la morte della madre, tra criminali di ogni tipo, è lo stesso Bane a non volere legami e a considerare i legami una possibile fonte di pericolo per la sua vita. Neanche verso il gesuita che lo ha istruito Bane prova gratitudine e finisce con l’ucciderlo.

Quella di Bane è una vita all’insegna di un bisogno di affiliazione, come lo chiamava lo psicologo (nonché biochimico) statunitense Henry Murray, molto basso: le sue scelte non sembrano infatti ruotare intorno al bisogno di essere in contatto con altre persone e di riceverne approvazione e affetto e il sentimento paterno verso Scandal Savage che tra l’altro l’aveva mantenuto fedele ai Segreti Sei gli appare adesso un’emozione che lo rende debole.

Se il bisogno di affiliazione spinge alla collaborazione con gli altri, il bisogno di dominio, rimanendo nella terminologia di Murray, significa comandare sugli altri, essere un leader. E infatti Bane finisce con il diventare il capo dei Segreti Sei. L’esercizio del potere riguarda anche se stesso, tant’è che Bane si libera dalla dipendenza dal Venom quando comincia a vedere il Venom come una debolezza e lo riassume in modo strategico, quando crede che questa droga gli consente di raggiungere i suoi obiettivi.

Il bisogno di dominio s’intreccia in Bane con il bisogno di affermazione e successo, che è il bisogno di raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissati, superando eventuali ostacoli e rivali. E l’obiettivo di Bane è eliminare Batman, a qualsiasi costo. All’impegno di sopravvivere alle minacce provenienti dai compagni di prigionia a Peña Duro si è pian piano affiancato il desiderio di essere migliore degli altri. Soprattutto migliore di Batman, che gli sembra incarnare i suoi incubi infantili coi pipistrelli. Uccidendo Batman, Bane può allora dimostrare a se stesso e al mondo di essere in grado di superare le sue paure e di prendere il controllo di Gotham City. Ma Bane non è un impulsivo. Per conseguire questo scopo, agisce sì come una macchina da guerra, ma come una macchina da guerra dotata di metodo e capacità di riflettere e pianificare. Di fatto ci impiega mesi e mesi prima di trovarsi nella Batcaverna pronto a spaccare la schiena a Batman.

 

Batman e Bane, o delle differenze individuali

Batman e Bane hanno entrambi vissuto da bambini la separazione dai genitori, il lutto. Ciascuno ha poi rielaborato questa perdita come ha potuto, certamente anche in base alle diverse risorse presenti nei rispettivi ambienti umani.

Batman ha studiato, sviluppato i suoi muscoli e utilizzato il suo danaro per combattere il crimine ed essere migliore di chi ha assassinato i suoi genitori: Batman non uccide, mai. E tutto questo è un bell’esempio di resilienza, della capacità cioè di rialzarsi e andare avanti, sebbene la morte dei genitori rimanga per Batman una ferita sempre aperta.

La strada scelta da Bane è molto diversa. Per sopravvivere alla barbarie di Peña Duro, non può far altro che agire per se stesso e contro la comunità, secondo uno schema del tipo Mors tua, vita mea. Per sopravvivere, Bane ha imparato a ingannare, a mentire, a uccidere. A un certo punto però, essere il re di Peña Duro non gli basta più e a Bane serve un nemico più grande con cui confrontarsi e su cui trionfare: Batman. Bane è un esempio di quello che Otto Kernberg, psichiatra e psicoanalista, ha chiamato narcisismo maligno: Bane riesce ad affermare e imporre se stesso soltanto in modo aggressivo, a spese degli altri, senza che questo rappresenti per lui un problema, anzi. Questa aggressività furiosa, con cui Bane crede di mostrare il suo valore, si colora anche di crudeltà e sadismo.

 

 

E in questo il film di Nolan è chiaro già nel trailer:

Bruce Wayne (interpretato da Christian Bale): “Perché non ti limiti a uccidermi?”

Bane (Tom Hardy): “La tua punizione deve essere più severa”.

Detto questo, andate a vedere il film!

 

Per approfondire

Langley T. (2012). Batman and Psychology: A Dark and Stormy Knight.  Wiley-Blackwell.

Pregiudizio e razzismo nei fumetti e film: gli X-Men

6 film sulla depressione, da Melancholia a Vivere

6 film sulla schizofrenia, dal Solista a Birdy

Come riconoscere un partner narcisista

Non ti servono le gambe per danzare: la resilienza di Sidiki Conde

 

Photo credit: WikiCommons

 

Rosalia Giammetta, psicologa e psicoterapeuta, si occupa di adulti e adolescenti, a Roma. In particolare, è specialista in disturbi d’ansia e depressione e nella prevenzione dei comportamenti a rischio. Ha condotto numerose attività di formazione e ha pubblicato il volume L’adolescenza come risorsa. Per saperne di più, visita la sua pagina personale e leggi gli altri articoli .

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2 commenti a Psicologia di Bane, l’uomo che spezzò la schiena a Batman

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