Attacchi di Panico (DAP)

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Attacchi di panico: cosa accade?

In un momento tranquillo e di apparente benessere della propria esistenza, mentre ci si sta godendo un momento di rilassamento, il cuore comincia a battere in modo intenso, sempre più intenso, fino a perderne il controllo. La fronte inizia a ricoprirsi di sudore, il tremore crescente scuote tutto il corpo. In quel momento, la persona pensa che stia per capitargli qualcosa di terribile, come un infarto. La dimensione corporea arriva a divenire l’unica dimensione importante. Le sensazioni fisiche la assalgono, così come il terrore, l’idea di non uscire viva da questa situazione. Si vive una sensazione di smarrimento che a sua volta incrementa il vissuto di paura.

Magari siamo in Stazione, nell’intento di prendere un treno per le vacanze, tra una moltitudine di persone sconosciute che vanno e vengono con frenesia. Più passa il tempo e più cresce il pensiero di andarsene da quel luogo affollato in cerca di tranquillità.

L’unica soluzione momentanea è di darsi quindi alla fuga, alla ricerca disperata di aiuto, di un luogo che ci riporti a casa,  un luogo che ci dia conforto.

 

Finisce tutto così?

Attacchi di panico? Don't panic!

In caso di attacchi di panico, una psicoterapia può essere d’aiuto.

Quella vissuta è stata un esperienza terribile e drammatica, ma tuttavia è bastato allontanarsi da quel luogo per ritrovare un po’ di tranquillità. La persona in questione può nuovamente ritornare alla sua abituale vita e alle sue abituali strategie per rilassarsi e ritrovare il senso di sé momentaneamente smarrito. Sembra che il grande shock sia passato, sia il corpo che la mente si lasciano alle spalle quei momenti di tremenda agitazione e ritrovano calma e rilassatezza. La persona in oggetto può tornare alla propria routine ed inserirsi nuovamente nella quotidianità riprendendo i suoi impegni.

Qualcosa però è cambiato: il ricordo di quanto gli è accaduto in quella Stazione  rimane un episodio indelebile nella memoria. Ci si inizia così ad interrogarsi su quanto è probabile che questo risucceda. Allora, magari, per paura che accada nuovamente evitiamo di tornare in Stazione da soli, ci facciamo accompagnare da qualcuno che ci doni sicurezza, perché la nostra sicurezza è stata momentaneamente smarrita.

 

Evitare è meglio che curare?

Inizia allora l’evitamento di tutti quei luoghi dove potrebbe verificarsi  di nuovo  qualcosa dello stesso ordine: centri commerciali, aereoporti, negozi, ascensori, così come tutti i luoghi in cui potrebbe ritrovarsi da solo.

Questa strategia dell’evitamento comincia però a non rivelarsi poi così efficace, dato che i luoghi da cui tenersi lontani diventano sempre più numerosi, fino quasi a diventare una vasta e progressiva limitazione a vivere liberamente la propria vita.

L’attacco di panico, o DAP, risulta veramente terrifico per chi lo vive, la paura di impazzire unita a quella di morire sconquassa tutta la persona del soggetto in questione. Ma questa paura, questo terrore dove ci possono condurre?

La persona che vive questo disturbo lo vive in maniera analoga a qualsiasi altro disturbo somatico. Ci vuole del tempo perché il dolore si evolva in una interrogazione soggettiva, in modo che attivi delle domande dentro di lei: perché ho degli attacchi  di panico pur non avendo nessun problema organico? Cosa c’è dietro questa sofferenza? Cosa mi succede e chi sono?

Nel panico non c’è una precisa coscienza di cosa realmente spaventi. Non è da subito chiaro cosa susciti quei vissuti tanto terrificanti.

In questo caso, l’aiuto di uno psicoterapeuta può fornire dei validi elementi per capire e superare il difficile momento che si sta vivendo.

In preda al panico una persona si ferma sul ciglio del baratro con la paura di cadere e morire. Bisogna fornirgli la possibilità di guardarsi già dall’altra parte, per fargli immaginare coma ha fatto a superare quel baratro. Perché l’attacco di panico è momentaneo, non dura tutta la vita, ed esistono delle vie per ritornare a vivere serenamente.

 


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Gioele D'Ambrosio

Psicologo, psicoterapeuta. Esperto in disturbi d'ansia e dell'umore, attacchi di panico, dipendenze affettive, supporto alla genitorialità e alla famiglia. Conduce gruppi per la crescita personale, lo sviluppo della consapevolezza e della spontaneità. Leggi gli altri articoli di Gioele D'Ambrosio.

15 Risposte

  1. Simona Marazzi ha detto:

    Buon pomeriggio a tutti, mi chiamo Simona ho 47 anni e soffro di attacchi di panico da 4 anni, a causa di un di forte stress lavorativo, ( lavoro in ambito sanitario è mi è stato ruconosciuto il Bournaut). Vi pongo una domanda. Vi è capitato di vedervi sospendere la patente / revisione della parente a sei mesi perché si soffrie di attacchi di panico/ ansia non in terapia ma solo al bisogno? Mi sono sentita una persona con gravi problemi psichiatrici o meglio è quello che hanno lasciato intendere. Avrei piacere di conoscere se esistono altri casi come il mio, è chiedere se di può avere un confronto. Chi non ha mai sofferto di attacchi di panico non può capire, ma non credo che si debba far sentire una persona fragile ulteriormente in difetto. Scusate lo sfogo, ma questa malattia è una malattia che colpisce a parere mio le persone ipersensibili, che per il rispetto dell’altro da se, trattiene fino a quando quella bomba che non vuole far esplodere, implode. In attesa di riscontro porgo cordiali saluti. Simona Marazzi

  2. ary ha detto:

    Ciao mi chiamo arianna soffro di attacchi di panico nel senso fino a quando sto in casa tutto bene quando esco inizio a sentire le gambe molli e allorantorno subito casa dv li sto bene perche mibcapita ??voglio superarlo ma senza farmaci hp 28 anni spero di farmela passare

  3. Valentina ha detto:

    Salve, sono Valentina, ho 22 anni e da circa due soffro di disturbi di ansia e attacchi di panico che hanno inciso e incidono terribilmente nella mia vita. Ho bisogno di mandare via la paura della paura, ogni tanto ci riesco, ogni tanto no. La paura di sentirsi strana, di impazzire, di non uscirsene più è insopportabile.. Crea disagio vero e proprio a me è alla mia famiglia… Sono stata sotto cura di psicofarmaci per mandare via i sintomi insistenti del panico, li ho presi per un periodo, sono stata meglio, li ho staccati e poi di nuovo da capo, ho bisogno seriamente d aiuto, questa non è vita.

  4. rossella ha detto:

    .come si fa a scegliere lo psicoterapeuta giusto? e sopratutto come si fa a riconscerlo? come dovrebbe essere un bravo psicoterpeuta?..e qualè il suo compito?

  5. rossella ha detto:

    ciao sono rossella…ormai sono 8 anni che soffro il questo disturbo ..è così invalidante …come si fa a scegliere lo psicoterapeuta giusto? e sopratutto come si fa a riconscerlo? come dovrebbe essre un bravo psicoterpeuta?..e qualè il suo compito?

  6. rossella ha detto:

    ciao sono rossella…ormai sono 8 anni che soffro il questo disturbo ..è così invalidante che, ha cambiato tremendamente l mia vita…quello che è emerso in tutto questo tempo e che c è un insicurezza di fondo…ma non so proprio come si possa uscire defdinitivamente da tutto ciò!

  7. Gioele D'Ambrosio ha detto:

    Purtroppo si. Ed è proprio questo uno dei circoli viziosi che si instaurano dopo il primo attacco di panico. per uscirne è importante intanto prenderne consapevolezza e poi affidarsi all’interno di un buon percorso di psicoterapia.

  8. Andrea ha detto:

    Ma si può avere paura della paura? Grazie

  1. 13 aprile 2015

    […] che in passato ha minato la nostra sicurezza, reale o simbolica che sia. Pensiamo per esempio agli attacchi di panico. Esiste un primo episodio che determina tutta una serie di disturbi psicofisici, di intensità più […]

  2. 31 agosto 2015

    […] che in passato ha minato la nostra sicurezza, reale o simbolica che sia. Pensiamo per esempio agli attacchi di panico. Esiste un primo episodio che determina tutta una serie di disturbi psicofisici, di intensità più […]