Promozione del benessere psicologico

chiedi una consulenza psicologica gratuita a roma

Il primo colloquio di consulenza psicologica con gli psicologi e psicoterapeuti di Qui Psicologia è gratuito. Chi non abita a Roma può fissare un appuntamento per una consulenza via telefono o via Skype.
Chiamaci oggi e Prenota il tuo colloquio gratuito!
Sarà l’occasione per fare esperienza di cosa voglia dire prendersi cura di se stessi.

Iscriviti alla newsletter di Qui psicologia

Per rimanere aggiornato sugli articoli di Qui psicologia, inserisci la tua mail nel box qui sotto e iscriviti alla newsletter:

Scritto da | luglio 17th, 2016

Saper riconoscere i propri sogni nel cassetto

  • 7
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
    8
    Shares

sogno cassetto 2Ognuno di noi ha un sogno nel cassetto e forse lo coltiva fin da quando era bambino. Ma cosa significa avere un sogno nel cassetto? E’ un modo di dire simbolico che esprime una verità profonda che si nasconde dentro di noi, all’interno dello spazio più intimo di noi stessi, spesso sconosciuto e insondabile, che può emergere all’improvviso. Se entriamo in contatto intimamente con noi stessi e ci ascoltiamo profondamente, potremmo  quindi sorprenderci, scoprendo all’interno di questo spazio interiore qualcosa di importante che ci riguarda, che riguarda la nostra vita, ciò che desideriamo davvero, ma anche ciò che ci fa preferire una direzione piuttosto che un’altra.

A quanti di noi però è accaduto di non aver avuto il coraggio di realizzare un proprio sogno? E anche se una “vocina interna”, a più riprese, ci sussurrava alle orecchie una direzione, alla fine non l’abbiamo seguita. Qual è la voce che seguiamo? Siamo proprio sicuri che sia sempre la nostra? Perché per alcuni forse è accaduto che pensavano di aver realizzato il proprio sogno per poi accorgersi che era quello di qualcun altro, magari di una madre, di un padre o del proprio partner.

Quando si realizzano i sogni degli altri

Un problema si viene a creare quando facciamo nostri i sogni degli altri: “Mamma se fosse ancora in vita sarebbe felice. Il suo sogno si è realizzato. Mi sono laureato come voleva lei”. All’inizio, forse, potremo essere contenti, ma il rischio è che, con l’andare del tempo, si resti con un sapore amaro in bocca. Quando viviamo e facciamo nostro un sogno di altre persone si possono verificare spiacevoli accadimenti nella nostra vita che ci portano a sperimentare un sentimento di infelicità e di profonda insoddisfazione.

Quando i sogni sono idealizzati

Un altro problema legato ai sogni nel cassetto è quello inerente ai sogni “idealizzati”. Sono quei sogni che ci portiamo dietro da tanto tempo e ci proiettano in un futuro irraggiungibile. Ad esempio quello di Giada, 40 anni, art director di un grande agenzia pubblicitaria: “Sogno che da grande farò la scrittrice”. Questo tipo di sogni ci lasciano sempre insoddisfatti, fanno sì che ogni confronto con il presente sia sempre negativo. È come se quello che abbiamo non sia mai abbastanza, sia sempre insoddisfacente, che manca sempre qualcosa. Diventano in questo modo una via di fuga immaginaria.

Andando ad analizzare questi sogni ci accorgiamo che magari sono nati in epoche remote. Soddisfacevano alcuni bisogni del passato ed oggi non hanno nulla a che fare con la nostra vita. Sono “modelli idealizzati”, presi in prestito dall’immaginario collettivo, dalle mode del momento, dai film o dai libri, che alla fine quindi, non nascono profondamente da noi e non ci rendono autentici. Può essere che ci impegniamo a realizzarli nutrendoli con tantissime energie, per poi scoprire che era tutto una illusione. Ad esempio è quello che è successo a Maria, che sognava un matrimonio da favola. Era il suo sogno fin da quando era bambina, trovare il principe azzurro con cui costruire una famiglia felice, sposarsi in pompa magna in un luogo da mille e una notte, il viaggio di nozze a Parigi e una casa dove vivere grande e confortevole. Tutto procedeva secondo i suoi piani, salvo non rendersi conto di quello che le stava accadendo intorno, di quale persona stesse realmente sposando, di cosa stava diventando la sua vita. Era sempre proiettata nel futuro, sempre un passo più in là. Ed ecco che un bel giorno la realtà bussa alla porta e le presenta il conto. Suo marito da diverso tempo aveva un’altra relazione e voleva il divorzio. Dopo molta sofferenza Maria ha iniziato a comprendere il senso di quel sogno da bambina ed oggi ha potuto ricominciare e sperimentare un diverso e più autentico contatto con se stessa.

Ascoltare e realizzare i propri desideri

Se siamo attenti, possiamo cogliere la voce del nostro Sé, della nostra natura che ci chiama a realizzare il nostro sogno e questa la possiamo sentire nei momenti più impensabili. Può avvenire come un colpo di fulmine, può accadere che la nostra attenzione si rivolga a qualcosa di cui non ci eravamo mai interessati prima. Ma in quel momento tutto si fa chiaro e sappiamo che è in quella direzione e proprio lì che vogliamo andare.

Come è successo ad Alessandro: “Ero un po’ che mi sentivo insoddisfatto del mio lavoro, non sentivo che mi corrispondeva più. Sentivo che non stavo realizzando il mio sogno, anche se ancora non sapevo quale fosse. Un giorno facendo una passeggiata in campagna mi sono trovato davanti ad un cartello Vendesi. È stata una folgorazione: “Lo compro!”, mi sono detto. Ho sentito che era lì che volevo stare. Mi sono licenziato da lì a poco e ho iniziato una nuova vita. Adesso mi dedico alla cura della mia terra e ho scoperto che mi piace un sacco”.

sogni nel cassettoE come è successo anche a Claudia, ex consulente legale, e Rachele, laureata in Scienze dei Beni Culturali ma costretta a ripiegare su un lavoro come tagliatrice di tessuti, che insoddisfatte della vita che stavano vivendo, hanno deciso di unire le forze per aprire un negozio di fiori, il loro segno nel cassetto: “Trasformare una passione in lavoro richiede coraggio, tenacia, tanto sacrificio e un pizzico di follia, ma le soddisfazioni che ne conseguono sono infinite. Il nostro motto è stato non abbiamo nulla da perdere, o adesso o mai più e così ci siamo lanciate… consigliamo a tutti di cercare la propria strada professionale, perché la maggior parte della nostra vita la trascorriamo lavorando quindi è fondamentale che il lavoro sia il più possibile gratificante”.

Cristiana Milla, psicologa e psicoterapeuta. Per avere maggiori informazioni, visita la sua pagina personale e leggi gli altri articoli. Per consulenze psicologiche e psicoterapia, seminari o altre richieste, puoi scriverle una mail all’indirizzo cristianamilla@quipsicologia.it oppure telefonarle al 339.6137545.


  • 7
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
    8
    Shares

Tu cosa ne pensi?