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Scritto da | aprile 27th, 2014

Perchè la paura di volare

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paura di volareSi chiama Aerofobia o Aviofobia ed è la paura di viaggiare in aereo. Ne soffre circa la metà della popolazione, più le donne che gli uomini. Si tratta certamente di un’ansia irrazionale perché, come si evince anche dalle statistiche, volare è più sicuro che viaggiare in automobile. Questo disagio ha più a che fare con la paura di perdere i punti di rifermento, di sentirsi persi senza la terra sotto i piedi, ma anche di perdere il controllo. Ma vediamo meglio.

Un individuo soffre di questa paura se…

Evidenziamo quali sono le caratteristiche di chi soffre della paura di volare:

  • Si viene colti da una sensazione fisica insopportabile anche solo all’idea di salire sull’aereo
  • Ci si sottopone a viaggi interminabili in automobile o in treno piuttosto che volare
  • Quando si è riusciti a superare il timore di salire a bordo dell’aereo, si è poi stati malissimo per tutto il viaggio

Le radici della paura

Dietro alle nostre paure, dalla più innocente alla più incontrollabile, si apre un universo di significati che affonda le radici nel nostro inconscio. Chi teme di volare ha certamente il timore che possa succedere un sciagura, che si possa precipitare. In realtà però l’aeroplano per le sue caratteristiche alimenta anche altre paure: la claustrofobia e il terrore del vuoto. Se andiamo a cercare ancora più a fondo vediamo che da un punto di vista simbolico questa paura assume anche altri significati. L’aereo ci porta a spiccare il volo, a staccarci dal suolo, evoca quindi la perdita dei punti di riferimento: la terra sotto i piedi, casa nostra, le strade e i confini che conosciamo. Quando siamo in volo, sospesi nell’aria, dobbiamo rinunciare a qualsiasi forma di controllo e affidarci completamente alle mani del pilota. Quindi il terrore di precipitare esprime in fondo proprio la paura di lasciarsi andare, di cedere al controllo su tutto e su tutti.

La funzione della paura

Proviamo a pensare alle paure come ad un dispositivo di sicurezza che serve in qualche modo a proteggerci da esperienze, anche se piacevoli, che minacciano un equilibrio che non siamo ancora pronti a lasciare andare. Chiunque si trovi a fare i conti con la paura sa bene quanto possa essere difficile riuscire a gestirla senza lasciarsene condizionare. Anzi, a volte succede che più cerchiamo di liberarcene e più lei si attacca a noi. Succede che più tentiamo di superarla e più dentro di noi si aziona una forte resistenza al cambiamento. Come se di quella paura, in fondo in fondo, non potessimo più fare a meno. In realtà questo accade perché abbiamo bisogno delle paure, ci servono. Hanno perciò una funzione, ossia ci aiutano a mantenere il migliore equilibrio psicofisico che possiamo permetterci in una data situazione con le risorse e capacità che abbiamo in quel dato momento a disposizione. Ogni paura costruisce intorno a noi un invisibile confine: tanto più grande è la paura tanto più angusto è il recinto. Tuttavia, spesso i limiti che le paure ci impongono servono a proteggere una parte di noi rimasta insicura, fragile.

Non avere fretta

Il recinto che la paura ci costruisce intorno può diventare una prigione oppure trasformarsi in un laboratorio, uno spazio protetto nel quale senza fretta, attraverso piccoli esperimenti, possiamo costruire o rinforzare quegli aspetti di noi che non sono pronti a relazionarsi con gli altri, quegli aspetti che ci mettono più a disagio, che non ci permettono ci muoverci in autonomia e di metterci alla prova.

Come ho già scritto in un altro articolo (Vincere la paura della paura), superare una paura vuol dire accedere a una nuova consapevolezza, riuscire a fare nostri quegli aspetti che rifiutiamo (vedi Il nostro lato ombra), accettare in un certo senso ciò che ci sembra inaccettabile. Per ciò sarebbe sbagliato voler liquidare le paure o cercare di eliminarle a tutti i costi. Quando una paura scompare significa che dentro di noi qualcosa è accaduto. Ogni paura superata diventa una nuova sicurezza acquisita, una tappa di crescita che si è conquistata.

Per approfindire:

Vincere la paura della paura

Perchè la paura di guidare l’auto

Perchè la paura degli spazi aperti

Perchè la paura delle malattie

Perchè la paura dell’autorità

Paura del nuovo

Quando cala la notte ritorna la paura

Cristiana Milla, psicologa e psicoterapeuta. Per avere maggiori informazioni, visita la sua pagina personale e leggi gli altri articoli.

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