“Se non son matti non li voglio!”

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se non son mattiSe nella vita ci capita di attirare continuamente persone problematiche o comunque strane, il problema vero sta proprio nella nostra di problematicità e di stranezza. Vediamo perché.

“Perché capitano tutti a me?”

Nel mio lavoro di psicoterapeuta mi capita di sentire esperienze che ritornano con una certa frequenza. Mi riferisco in questo caso alla tendenza che hanno alcuni individui di circondarsi, apparentemente senza volerlo, di persone che potremmo definire problematiche, peculiari, bizzarre, inconsuete. Solitamente quindi vengono attratte da persone fuori dal comune e diciamo un tantino particolari. La frase tipica che sento è: “Dottoressa, ma perché mi capitano tutti a me? Ma sono tutti strani o sono io quella matta?”.

Nel raccontare la loro esperienza, queste persone si lamentano di non riuscire a gestire questo tipo di rapporti: se infatti all’inizio la stranezza poteva fornire un senso di originalità alla relazione che stava nascendo, con il tempo questo stesso aspetto non fa che ritorcersi contro. La stranezza e la problematicità diventano infatti un ostacolo alla possibilità di viversi una relazione senza sentirsi messi continuamente alla prova e senza sentirsi soffocare da un eccessiva dipendenza dell’altro nei propri confronti. Le persone mi raccontano che con il tempo si trovano a vivere delle situazioni di estremo disagio, di malessere interiore e di conflitto.

Il nostro lato ombra

Quando veniamo attratti da individui strani e problematici il vero problema è proprio la nostra stranezza e problematicità. Con questo intendo quella parte di noi di cui ci vergogniamo, che non riteniamo degna di essere mostrata, né agita. Questa parte di noi rimanda ad aspetti che consideriamo negativi, a immagini di sé da rinnegare, condannare e nascondere: il nostro lato ombra (vedi articolo).

Quindi se attiriamo un certo tipo di persone è utile iniziare a interrogarsi sul motivo che si nasconde dietro. Partendo da questo apriremo le porte ad un nuovo modo di vedere dentro di noi, accettando ciò che c’è in tutta la sua molteplicità e ricchezza. Impareremo a gestire molto meglio il rapporto con i nostri aspetti più problematici e bisognosi, senza dover continuare a vivere questo schema all’esterno, proiettandolo fuori di noi nella relazione con l’altro. Allo stesso tempo avremo la possibilità di mettere in campo e sperimentare creativamente delle nuove soluzioni e modi di essere sempre nel rapporto con l’altro.

Se vuoi approfondire leggi anche:

Il nostro lato ombra

Posso amare un’altra persona senza amare me stesso?

 

Cristiana Milla, psicologa e psicoterapeuta. Per avere maggiori informazioni, visita la sua pagina personale e leggi gli altri articoli.

Per consulenze psicologiche, psicoterapia, seminari o altre richieste, puoi scriverle una mail all’indirizzo cristianamilla@quipsicologia.it  oppure telefonarle al 339.6137545.


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Cristiana Milla

Psicologa, psicoterapeuta. Esperta in disturbi d'ansia, disturbi alimentari, difficoltà sessuali, dipendenze affettive, supporto alla genitorialità e alla famiglia. Collabora con l'Istituto di Psicosintesi di Roma. Leggi gli altri articoli di Cristiana Milla.

Una risposta

  1. lilli ha detto:

    Trovo i suoi articoli molto interessanti,ma ho riscontrato degli errori di ortografia,credo imputabili a distrazione.